A Enxabarda, piccolo paese montano dell’entroterra portoghese, la piccola Isabel passa le vacanze estive a casa della nonna.
Vivere in un posto così diverso dalla città significa per lei, prima di tutto, sentire in un altro modo: a piedi nudi la terra ha un’altra consistenza; le gambe cambiano colore per la polvere e per i lividi; senza la città, la natura ha un altro suono.
E significa anche adottare strategie di sopravvivenza perché quello che la città ha in abbondanza, a Enxabarda o manca o deve durare. Tutto, oggi, sembra suggerirci che il mondo che conosciamo potrebbe finire o cambiare drasticamente da un momento all’altro.
“Se dovesse succedere una catastrofe” si chiede Isabel, proprio per l’esperienza che l’ha resa un’adulta consapevole, “dov’è che ci sarà ancora dell’acqua?”. E come sopravviveremo a un’ondata di calore?
A Enxabarda, la vita, nonostante e proprio per la durezza, era strettamente connessa alla solidarietà, una dimensione sconosciuta in città: entrare nelle case dei vicini, chiedere aiuto, chiamare le cose con il loro nome, conoscere e riconoscere voci, toni e suoni, addentrarsi nelle parole degli altri. Isabel Minhós Martins, apprezzatissima autrice del nostro catalogo, ha contribuito a fondare Planeta Tangerina, casa editrice portoghese specializzata in albi illustrati.
Come sopravvivere a un’ondata di calore è il suo primo romanzo.
- partecipare al racconto dell’infanzia e dell’adolescenza di bambini e ragazzi portoghesi e alla costruzione di un mondo lontano dalla città;
- farsi molte domande su quel che possiamo fare oggi per salvaguardare il futuro;
- raccontare un’avventura vissuta durante le vacanze estive.

