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Lasciare una traccia

Proseguono le interviste a cura di Beatrice Bosio alle cinque nuove Case dei Topi. Dopo la Piccola Libreria Origami a Pescara e la libreria Iobook a Senigallia (AN), è la volta della libreria Liblab a Sesto Fiorentino (FI). A rispondere alle domande sono Gloria Refini e Stefania Guerri, a cui diamo un caloroso benvenuto.

[di Beatrice Bosio]

1. Gli inizi in poche parole: quando, dove e perché è nata la vostra libreria?

Abbiamo inaugurato Liblab nel 2011 a Sesto Fiorentino, mosse da un piccolo grande sogno nel cassetto e da un pizzico di follia. Ci siamo conosciute quando Stefania Guerri, durante l’università, ha svolto un tirocinio e poi lavorato presso lo studio di architettura di Gloria Refini. Tra noi è nata subito un’ottima intesa e così, a un certo punto, abbiamo deciso di cambiare completamente strada e di trasformare la comune passione per i libri e per la creatività in un progetto tutto nostro: la libreria indipendente Liblab. Da allora ce ne prendiamo cura e cerchiamo di farla crescere insieme a chi la frequenta. La chiocciola è il nostro simbolo: un animale forse insolito per una libreria, ma per noi perfetto, perché al suo passaggio lascia una traccia. Ed è quello che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare ogni giorno.

2. Tra le tante (anche se mai abbastanza) librerie sparse sul territorio nazionale, cosa contraddistingue Liblab?

Forse la curiosità e la voglia di non stare mai ferme! Siamo creative per natura e ci piace che Liblab sia un luogo in continuo movimento: progettiamo, inventiamo, organizziamo e cerchiamo di capire come cambia la società e quali sono le esigenze di chi entra in libreria. Crediamo che una delle nostri doti sia la capacità di ascoltare, accogliere e sapersi mettere sempre in discussione. Prediligiamo l’editoria di qualità e ci rivolgiamo a un pubblico variegato: sugli scaffali convivono libri per bambini e ragazzi, albi illustrati, narrativa, poesia, arte, libri per genitori, educatori e insegnanti. E poi ci sono i giochi, ma anche gli incontri, i laboratori, i gruppi di lettura, i progetti con le scuole che organizziamo. Ci piace pensare a Liblab come a un luogo vivo, dove i libri sono il punto di partenza per incontrarsi, condividere e scoprire cose nuove, a tutte le età.

3. Quale libro per bambini e ragazzi proprio non può mancare tra gli scaffali della vostra libreria? E pensando più nello specifico al nostro catalogo, c’è un titolo che non vi stanchereste mai di consigliare?

Domanda difficile, perché i libri a cui siamo affezionate sono tanti. Tra i grandi classici diremmo Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak (Adelphi): è uno di quei libri che continuano a parlare ai lettori anche a distanza di molti anni, perché raccontano l’infanzia senza semplificarla. Del catalogo Topipittori scegliamo Stavo pensando di Sandol Stoddard e Ivan Chermayeff, un libro che sentiamo molto vicino al nostro modo di guardare all’infanzia. Ci piace perché prende sul serio il pensiero dei bambini, la loro capacità di osservare, immaginare, farsi domande e costruire il proprio sguardo sul mondo. È proprio quell’attenzione profonda all’infanzia in cui ci riconosciamo.

4. Quali sono le vostre aspettative e speranze entrando a far parte della rete delle Case dei topi?

Siamo molto contente di entrare a far parte della rete delle Case dei topi. Amiamo le cose belle, quelle curate, originali e Topipittori è per noi una delle case editrici di maggior rilievo in questo senso. È un editore che negli anni ha saputo costruire un catalogo di grande qualità, capace di prendere sul serio i lettori e l’infanzia, senza mai rinunciare alla ricerca e alla bellezza. Entrare nella rete per noi significa condividere una certa idea di libreria e di editoria, ma anche avere l’occasione di incontrare altre realtà, scambiare idee, confrontarci e costruire insieme nuovi progetti. Dopo quindici anni di Liblab abbiamo ancora molta voglia di sperimentare e continuare a meravigliarci.