Proseguono le interviste a cura di Beatrice Bosio alle cinque nuove Case dei Topi. Dopo la Piccola Libreria Origami a Pescara, la libreria Iobook a Senigallia (AN) e la libreria Liblab a Sesto Fiorentino (FI), oggi diamo il benvenuto alla libreria Lettera 22 a Mazara del Vallo (TR). A rispondere alle domande sono le libraie Francesca e Valentina.
[di Beatrice Bosio]
1. Gli inizi in poche parole: quando, dove e perché è nata la vostra libreria? E come mai questo nome?
Lettera 22 nasce nel 2010 dall’idea di due giovani neolaureate, Francesca (io) e Valentina, tornate in Sicilia dopo gli studi universitari con una grande passione per i libri, ma pochissima esperienza nel mestiere del libraio. Avevamo, però, molta curiosità e il desiderio di creare un luogo di cui soffrivamo l’assenza nel nostro territorio, uno spazio in cui i libri potessero essere occasione di incontro, scoperta e crescita. Il nome è un omaggio alla Lettera 22 dell’Olivetti, una macchina da scrivere portatile che è diventata un’icona del design italiano. Ci piaceva l’idea di partire proprio da una macchina che serve a mettere in fila le parole, per arrivare a un luogo pieno di storie, libri e persone.


2. Tra le tante (anche se mai abbastanza) librerie in Italia, cosa contraddistingue Lettera 22?
Forse proprio il fatto di essere una libreria indipendente “nata e cresciuta” in Sicilia. Lettera 22 è una libreria di varia, ma con una particolare attenzione per la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, settore che negli anni è diventato sempre più centrale nel nostro lavoro. Crediamo molto nel ruolo che una libreria possa avere all’interno di una comunità. In un territorio in cui le occasioni culturali sono ancora troppo poche e in cui sentiamo forte il bisogno di investire nella crescita culturale delle nuove generazioni, proviamo ogni giorno a essere un punto di riferimento per le scuole, per le famiglie, e soprattutto per bambini e ragazzi. Non ci interessa soltanto vendere libri, ci piace consigliare, ascoltare, organizzare incontri, entrare nelle scuole, creare opportunità perché i libri arrivino nelle mani giuste. In fondo, è questo che per noi significa essere libraie indipendenti.



3. Quale libro per bambini e ragazzi proprio non può mancare tra gli scaffali della vostra libreria? E pensando più nello specifico al nostro catalogo, c’è un titolo che non vi stanchereste mai di consigliare?
Un libro che non manca mai sui nostri scaffali è Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna, del vostro catalogo. È anche uno di quei titoli che continuiamo a consigliare, giorno dopo giorno, senza mai stancarci. Con una semplicità solo apparente, racchiude l’essenza dell’infanzia. Stupisce i bambini ed emoziona gli adulti, perché ci ricorda quanto particolare, complessa e meravigliosa sia l’infanzia. È uno di quei libri che cambiano a seconda di chi lo legge e dell’età in cui lo si incontra. Per questo lo consideriamo un vero classico moderno della letteratura per l’infanzia.



4. Quali sono le vostre aspettative e speranze entrando a far parte della rete delle Case dei topi?
Diventare Casa dei topi ci entusiasma soprattutto per la possibilità di sentirci parte finalmente di una comunità. Fare i librai indipendenti può essere un lavoro molto solitario. Potersi incontrare e confrontare con altre realtà che condividono la stessa idea di libro, di infanzia e di libreria ci sembra una grande opportunità. Ci piacerebbe condividere esperienze, idee e progetti, imparare dalle altre librerie e, allo stesso tempo, portare dentro la rete un pezzetto della nostra esperienza e del nostro territorio. Speriamo che questa rete possa diventare sempre più grande e forte, e contribuire a far arrivare i libri a quanti più bambini e ragazzi possibile. Perché crediamo che una buona storia, al momento giusto, possa davvero lasciare un segno.



