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“Per esempio, una rosa” è un libro

Oggi vi presentiamo una novità disponibile in libreria già da inizio settembre: Per esempio, una rosa di Ana Pessoa e Madalena Matoso, pubblicato in edizione originale da Planeta Tangerina, casa editrice portoghese di cui stimiamo il lavoro di grande levatura e di cui abbiamo diversi titoli in catalogo. Per esempio, una rosa è un libro filosofico che, con spirito giocoso, invita a riflettere sul rapporto tra le cose e le parole, e più in generale sulla lingua. A raccontarcelo è la sua traduttrice Marta Rota Núñez, una che “le parole le ama e ogni giorno le afferra, le scruta, le stropiccia, le mordicchia, le stende e le ripiega, le scuote, le modella”.

[di Marta Rota Núñez]

Per esempio, una rosa è un libro difficile da raccontare. Come spesso accade quando un testo è intelligente e ben fatto, è più consigliabile leggerlo (o farselo leggere) e sfogliarlo. Ma proverò a raccontarlo comunque e, in barba agli spoiler, comincerò dalla mia pagina preferita, ovvero l’ultima:

Mentre lo traducevo, mi sono chiesta quale parola avrei scelto io. E se, in fondo, non volessero dire tutte la stessa cosa (ma è probabile che questa fosse una scusa per non affrontare la mia insuperabile indecisione, e/o l’elucubrazione di chi è stata troppo immersa nei ragionamenti di Ana e Madalena). Alla fine sono approdata sull’ultima, la più vera verità che quelle pagine mi avevano appena riconfermato: la lingua non ha fine.

Per esempio, una rosa è un libro che ti prende per mano, ti invita a percorrere un sentiero in apparenza linearissimo e poi, senza che tu te ne renda conto, quel sentiero diventa un nastro di Möbius e ti ritrovi a testa in giù, a guardare le cose da sotto, da sopra, di sbieco, perdendo l’equilibrio, chiedendoti com’è che sei arrivato fin lì. E che cos’è quello strano oggetto che hai davanti. O che, puff!, non hai più.

Perché Per esempio, una rosa è un capolavoro di concretezza e astrazione insieme. Ci fa credere di volerci mostrare un universo di cose – cose che ruotano, cose che si aprono, cose che tagliano, cose che vanno e vengono, cose che contengono altre cose – e poi di colpo sorride sornione e ci rivela che scherzava, ci ha preso in giro: mica erano cose, quelle. Non l’avevamo capito? Erano parole!

(Massima goduria, piroetta elettrizzata: ci può essere una rivelazione più gustosa per chi le parole le ama e ogni giorno le afferra, le scruta, le stropiccia, le mordicchia, le stende e le ripiega, le scuote, le modella?)

Per esempio, una rosa è un libro per bambini dai 4 o 5 anni che cita la poetessa statunitense Gertrude Stein per proporci una riflessione illuminante: se liberiamo una parola dal suo primo significato, quante cose può diventare? Quante immagini, storie, emozioni diverse può aprire nella mente di chi la sente, la legge o la pronuncia? Una rosa è una rosa è una rosa è una rosa.

Per esempio, una rosa è un libro per bambine dai 4 o 5 anni che cita il pittore René Magritte per mostrarci una verità disorientante: la parola “rosa” non profuma e non ha le spine, la parola “rosa” non è rosa, né gialla, né rossa, non si può raccogliere né annusare. Quindi, a quanto pare, la parola “rosa” non è una rosa. E allora che cos’è?

Rispondere a questa e alle altre domande del testo è un gioco spassosissimo, un brillante esercizio di prospettiva, un’attività profondamente filosofica, come profondamente filosofici sono i bambini e le bambine dai 4 o 5 anni.

Per esempio, una rosa è un libro variopinto. Non è solo colorato (anche) o variegato (pure), ma è un libro in cui quei colori e quella varietà riescono a fare una piccola magia: esplodono, ma non si polverizzano. Ogni immagine di questo volume zeppo di immagini mantiene un significato solido e pieno, per ciò che è. E così ciascuna delle parole dei suoi lunghissimi elenchi. Tutto si può isolare e guardare nel dettaglio, oppure combinare e guardare nell’insieme. È una caccia al tesoro con un’infinità di premi.

Per esempio, una rosa è un libro che è stato divertentissimo tradurre, maneggiare, scombinare, decifrare, reinventare. Perché le parole sono una cosa seria. E, proprio per questo, le autrici ci ricordano che possiamo prenderle e farci tutto ciò che ci pare e piace. Che meravigliosa liberazione.

Per esempio, una rosa è un libro. E la parola “libro” non sarà un libro. Ma un libro è un libro è un libro è un libro è un libro.