Buone feste!
Come da tradizione, il blog, durante le feste, va in vacanza. Se lo merita un po' di riposo, come tutti, dopo tanto daffare. Ringraziamo le persone coloro che dopo quindici anni ancora ci seguono e scrivono per queste pagine.
Come da tradizione, il blog, durante le feste, va in vacanza. Se lo merita un po' di riposo, come tutti, dopo tanto daffare. Ringraziamo le persone coloro che dopo quindici anni ancora ci seguono e scrivono per queste pagine.
Ed eccoci arrivati all'ultimo post dell'anno.
Vi ringraziamo per essere stati ancora con noi, su queste pagine. Questo blog è ancora attivo non solo per le cure che gli dedichiamo quotidianamente da quattrodici anni, ma anche per quelle che gli prodigano i suoi lettori, le sue lettrici, le sue collaboratrici e i suoi collaboratori, che ormai sono davvero moltissimi e provengono dai campi più diversi: illustrazione, scuola, biblioteche, arte, letteratura, promozione della cultura, librerie, teatro, scienze... Vi siamo grati.
Il 10 gennaio del 1840, a pochi anni dall'inizio dell'età vittoriana, il servizio postale del Regno Unito introdusse l'Uniform Penny Post. Fino ad allora, l'invio di cartoline tramite la Royal Mail non era una cosa comune, semplicemente perché era troppo costoso. Grazie alla riforma, qualsiasi lettera di peso inferiore a mezza oncia poteva essere spedita al costo di un solo centesimo.

Bror Meyer era un pattinatore artistico svedese. Non è considerato un grande campione, nel 1906 vinse il titolo nazionale svedese, e lo stesso anno si classificò quarto ai Campionati europei di Davos e vinse la medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo di Monaco. Ma nel 1921 pubblicò un libro bellissimo, “Skating with Bror Meyer”. Le fotografie scattate con il cinematografo catturano ogni fase dei movimenti sul ghiaccio. Ogni sequenza era numerata, in modo da poter seguire in ordine cronologico l’andamento del corpo.
E speriamo lo siano davvero, buone, queste feste, per voi, per noi, per tutti. E che siano anche semplici e gentili come questo pupazzo a cui per essere contento sembra bastare poco: un po' di bottoni, un cappello sdrucito, l'immancabile carota e, massimo dello chic, una sciarpetta colorata.
Carissimi lettori, lo sappiamo: non è stato uno degli anni migliori, questo 2020. Quindi gli auguri per queste feste, che trascorrano serene, sono particolarmente sentiti.