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Presentarsi bene

Presentarsi bene /5: Ottoeffe, sette
più

Filli Filosa si è presentata al nostrostand a Bologna quest’anno. Aveva mandato una laconica email dipresentazione in casa editrice e il suo materiale ci era sembrato moltointeressante. Così, abbiamo fissato un appuntamento.
Iol’ho appena vista, preso com’ero a cercare di sedurre il mercatointernazionale a colpi di progetti e maquette. Ha incontrato Giovanna e sisono parlate a lungo, davanti a  un oggetto che mi incuriosiva eche cercavo di capire cosa fosse con la coda dell’occhio, mentre facevoil piazzista con qualche collega.

Presentarsi bene /4:
Far libri

Fra ottobre e marzo,alla Scuola Superiore d’Arte Applicata del CastelloSforzesco di Milano si è svolto il primo corso che ha vistome, Paolo Canton, seduto in cattedra, invece che tra i banchi.
"Progettare il libro", si chiamava, e ha coinvolto diciotto allievi,principalmente illustratori e fumettisti, ma anche interior designer ededitor in un ciclo di otto lezioni teoriche e pratiche sulla progettazionetecnica e la realizzazione industriale e artigianale del libro.

Presentarsi bene/ 3. A cosa
servono le scuole di illustrazione

Per un illustratore, le Fiabedei fratelli Grimm sono un cimento, nel sensoetimologico del termine. Sono un “tentare la sorte”, invece che conle armi, con matite, pennelli e tavolette grafiche. Tanto per capirsi,a illustrare le fiabe dei Grimm si sono applicati Maurice Sendak e DavidHockney (ne parleremo a breve). Per esporsi di fronte a tanta concorrenza,di coraggio ce ne vuole parecchio.

Presentarsi bene: Sarah
Mazzetti e Thereza Rowe

Abbiamo fatto i contiqualche settimana fa: nell’ultimo anno abbiamo ricevuto poco menodi 2000 proposte da autori e illustratori. Quella della selezione del“materiale non sollecitato” è un’attività molto impegnativae necessaria: sono in molti, là fuori, ad avere talento, capacità,idee, competenza. Non possiamo certo pretendere di conoscerli giàtutti o riconoscerli telepaticamente.