La coda canterina
E se una mattina vi svegliaste con una coda che canta in russo canzoni pazze, cosa fareste? Chiamereste i pompieri? O il fornaio? Il tabaccaio? O il macellaio? Il becchino?
Storie nate da grandi amicizie: quelle fra le parole e le immagini.
E se una mattina vi svegliaste con una coda che canta in russo canzoni pazze, cosa fareste? Chiamereste i pompieri? O il fornaio? Il tabaccaio? O il macellaio? Il becchino?
Angelica è una bambina molto speciale. I suoi pensieri somigliano agli animali delle fiabe: possono essere misteriosi, saggi, delicati, ma anche dispettosi, selvaggi e un po’ cattivi.
Impariamo a raccontare
In questo libro, le immagini sono impaginate come fossero istantanee ordinate su un album dei ricordi. È quello di Lillo e raccoglie le foto di un’estate passata. Ma Lillo non si limita a sfogliarlo: il percorso visivo che lo riporta al passato, lo spinge a raccontare, e attraverso la forma del racconto, a trovare il significato dell’esperienza fatta. Un esempio da utilizzare con i bambini, spingendoli a dare forma alle loro esperienze, sempre intensissime e importanti, per creare racconti e trovare significati.
Un libro per:
Lillo è nato in città. Suo padre lavora in un distributore di benzina, sua madre è nel ramo dei computer.
Una coda malandrina ll nero della notte non è solo pauroso. Il mostro Brutto, infatti, al riparo dell’oscurità festeggia l’amicizia e l’uguaglianza, con tanti altri mostri “brutti” come lui. Così il bianco della luce non è solo bellezza e sicurezza. Infatti, Bello, bambino bravo e diligente scolaro, in classe un po’ si annoia.
Brutto vive sotto il letto di Bello. Bello vive di giorno e, la notte, quando Brutto esce, dorme. Di giorno, invece, Brutto riposa, e Bello va a scuola. Così non si incontrano mai.
Non solo spettatori
Fare domande vuol dire osservare il mondo e la vita che sono intorno a noi. Vuol dire porre attenzione a quello che ci circonda, creare collegamenti fra se stessi e le cose, investigare le apparenze della realtà per coglierne il significato, trovare possibili interpretazioni a quello che vediamo. Un libro di domande senza risposte suggerisce che davanti al mondo si può imparare a non essere semplici spettatori. E che l’inesauribile ricchezza del reale dipende anche dalla nostra capacità di interrogare noi stessi.
È notte, e la città, i luoghi di tutti i giorni, cambiano improvvisamente. Le luci e le atmosfere notturne rendono ogni cosa misteriosa e diversa.
Il gioco di scoprire
Sempre soggetti al cambiamento, i colori permettono di tendere trabocchetti a chi è troppo sicuro delle proprie opinioni. Così, per Tim e Jane quello dei colori è un gioco appassionante, che offre la possibilità di trovare il lato nascosto delle cose e di portare a galla ciò che sta sotto le apparenze più immediate. Un gioco che tutti abbiamo conosciuto e giocato: quello che si chiama essere ragazzi e scoprire il mondo insieme, cogliendo di ogni cosa il lato più sorprendente, avventuroso, trasgressivo, paradossale
Un libro per: