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Gli anni in tasca

Dedicata a tutti i lettori, dai 10 anni in poi

W la libbertà

Mio cugino fa la pipì in piedi. Io no. Mio cugino ha certe mutande strane, con l’orlo intorno alle cosce e pure ai lati. In mezzo, le mutande sue, si aprono come un libro. Le mie no. Mio cugino fa la pipì negli angoletti. Io no.
Mio cugino fa la pipì dove gli pare e fa delle belle fontanine. Io no.
«È maschio», dice lapidaria mia sorella.
«Pè forza che fa così. È un regazzino», conferma mio nonno e si mette a suonare.
 «Pure papà fa la pipì in piedi», aggiunge mamma.
 Ecco. Io pure…
«Nun se po’ ffa!»
«Perché?»
«Perché sei femmina.»

Albero del sito

W la libbertà

Prezzo di vendita
€10.00

Una bambina vivacissima, che ama il rischio e la libertà, come il “nonno garibaldino”, e non sopporta di “fare alle signore”.

A vederla non si direbbe

Io non sono mai stata piccola.
Nel giardino dell’asilo guardavo con invidia gli altri bambini che, strana specie di fiori rampicanti, si appendevano a grappolo alle strutture portanti delle grandi altalene, le scalavano, restavano seduti là in alto a giocare e poi, con una capriola, saltavano giù.
Io appartenevo a un’altra specie: ero una zucca che cresce da sola, per terra.

Albero del sito

l giorno che cambiò la mia vita

È il 3 settembre 1938, e io, un bimbetto felice di otto anni, cammino verso il centro di Folgaria con 30 centesimi in tasca. Ho l’incarico di andare a comprare il “Corriere Padano”, giornale di Ferrara. Non lo trovo perché nei paesi di villeggiatura, passato agosto, arrivano solo i quotidiani nazionali. Così, compro il “Corriere della Sera” e mi accingo a tornare a casa. Strada facendo, apro il giornale e noto un grande titolo che occupa tutta la pagina. Ormai sono grande e, purtroppo, so leggere:

INSEGNANTI E STUDENTI EBREI
esclusi dalle scuole governative e pareggiate.

Albero del sito