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mostre

Uomini, storie e confini

Gli albi illustrati sono creature abituate a essere manipolate, anche con una certa rudezza, a stare fra le mani e sulle ginocchia, a dover far finta di essere quel che non sono: tende, tetti, pareti, rifugi, garage. Si capisce, quindi, che non amino le mostre, che li costringono nello spazio chiuso nelle vetrine, rendono impossibile sfogliarli, mettono una distanza fra loro e il lettore e, soprattutto, i lettori bambini.

Ancora Gina cammina

[di Lorenzo Sartori]

Non ero vicina al nonno Francesco mentre lui moriva, ma non faceva alcuna differenza. La sua morte era lì dentro di me, mi aveva raggiunto dove io ero io e mi faceva male in un modo che ancora non sapevo potesse fare così male.

Il nonno mi era morto, era morto a me. Se n’era andato e mi aveva lasciato indietro, e non si girava a cercarmi. Non mi aspettava, e io ero lì sul sentiero, da sola.