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gioco

Quando c'è una tempesta, bisogna essere in due

[di Simona Proserpio*]

Non riesco a stare ferma. Non riesco a stare seduta sul divano più di dieci minuti. Le bambine potrebbero anche essere contente di vedere tutto il giorno cartoni. O forse no. Sì o no, non è questa la soluzione. In effetti non abbiamo una soluzione, ma i modi per sfruttare questa attesa e trasformarla in qualcosa di costruttivo e positivo eccome se ci sono.

La sfida più difficile

[di Valentina Pellizzoni]

È iniziata più o meno così:

- Ma sei ancora lì davanti?

- La finisci di rompere?

- Non ti pare di esagerare? Ci stai tantissimo davanti alla Play.

- Non è vero! E poi anche tu ci stai tanto.

- Ma quando?

- Vabbè non giochi alla Play ma stai tutto il giorno a giocare col computer!

- Io giocherò al computer, ma se voglio smetto.

- See…

- Sì! Posso smettere, anzi smetto ora! Per un mese non tocco un gioco elettronico.

- Vediamo.

Caccia al leone e ad altre creature meravigliose

Immagini, segni e simboli sono dappertutto, intorno a noi, nelle nostre case e nei luoghi che abitiamo o che visitiamo: nelle architetture, negli oggetti, nei libri, sui mezzi di trasporto, nei bar, nei ristoranti, sui cibi, sui muri, alle pareti, sui vestiti, negli specchi e nelle vterine... Eppure spesso passiamo loro accanto senza vederli, distratti, senza occhi per nulla, concentrati sui nostri pensieri, senza accorgerci del modo garbato e silenzioso, chiassoso e ironico con cui ci parlano, attraverso la bellezza delle loro forme e dei loro significati.