La quarta dimensione delle cose.
Ovvero come è nato Paesaggi a caso, un gioco da fare in casa con la fotografia
[di Melania Longo]

Uno dei Paesaggi a caso di Alessandro Sanna, da una fotografia di Silvia Piazzoli.
Ovvero come è nato Paesaggi a caso, un gioco da fare in casa con la fotografia
[di Melania Longo]

Uno dei Paesaggi a caso di Alessandro Sanna, da una fotografia di Silvia Piazzoli.
[di Simona Proserpio*]
Non riesco a stare ferma. Non riesco a stare seduta sul divano più di dieci minuti. Le bambine potrebbero anche essere contente di vedere tutto il giorno cartoni. O forse no. Sì o no, non è questa la soluzione. In effetti non abbiamo una soluzione, ma i modi per sfruttare questa attesa e trasformarla in qualcosa di costruttivo e positivo eccome se ci sono.
[di Elena Iodice]
Ai tempi del liceo, le ore di disegno e di storia dell’arte non occupavano molto spazio nei miei pensieri. Fino alla quarta, su quella cattedra, si erano dati il cambio personaggi bizzarri, se non addirittura discutibili. Quelle ore erano l’agognata pausa di sospensione tra le complesse lezioni di latino e gli indecifrabili (per me) mondi della fisica.
di Giuseppe Caliceti e Liuna Virardi, 2019
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ovvero Giocare con lo spazio tra architetture, città e paesaggi
[di Alessandra Falconi, Centro Zaffiria e Emilia Ficarelli, Castello dei ragazzi]
[di Valentina Pellizzoni]
È iniziata più o meno così:
- Ma sei ancora lì davanti?
- La finisci di rompere?
- Non ti pare di esagerare? Ci stai tantissimo davanti alla Play.
- Non è vero! E poi anche tu ci stai tanto.
- Ma quando?
- Vabbè non giochi alla Play ma stai tutto il giorno a giocare col computer!
- Io giocherò al computer, ma se voglio smetto.
- See…
- Sì! Posso smettere, anzi smetto ora! Per un mese non tocco un gioco elettronico.
- Vediamo.
Immagini, segni e simboli sono dappertutto, intorno a noi, nelle nostre case e nei luoghi che abitiamo o che visitiamo: nelle architetture, negli oggetti, nei libri, sui mezzi di trasporto, nei bar, nei ristoranti, sui cibi, sui muri, alle pareti, sui vestiti, negli specchi e nelle vterine... Eppure spesso passiamo loro accanto senza vederli, distratti, senza occhi per nulla, concentrati sui nostri pensieri, senza accorgerci del modo garbato e silenzioso, chiassoso e ironico con cui ci parlano, attraverso la bellezza delle loro forme e dei loro significati.
[di Agnese Meroni]
«Le fiabe sono vere» ha scritto Italo Calvino. «Sono, prese tutte insieme, una spiegazione generale della vita; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna.»

[di Barbara Scotti]
La comparsa sugli scaffali del supermercato di oggetti di plastica dai colori sgargianti mi informa inequivocabilmente che fra poco è Natale. Per molti è il momento dell'anno, forse l'unico, in cui pensare a cosa donare ad un bambino.