Matteo Maculotti
Il viaggio del bambino-scorpione
[di Matteo Maculotti]
È di un bambino la domanda che rilancio ai miei nuovi alunni, in entrambe le quinte che mi accolgono quest’anno, per cominciare a conoscerci dalle cose che più ci stanno a cuore: «Qual è il tuo animale preferito?». Invito i bambini a rifletterci bene, e prima di far partire il giro ci aggiungo una coda, piccola ma essenziale: «E perché?».
Il dono del platano
[di Matteo Maculotti]
Il 4 aprile scorso è stato l’ultimo giorno di vita di un albero secolare della mia città, il platano di piazza Buozzi (Milano), abbattuto la mattina seguente. Quel giorno, prima di andare a salutare l’albero nel tardo pomeriggio, ho sentito il bisogno di scrivere un piccolo racconto.
Sulle rotte dei sogni
[di Matteo Maculotti]
Uno dei sogni a cui sono più affezionato, per me molto significativo nella sua semplicità, risale a qualche anno fa:
15 minuti alla settimana
[di Matteo Maculotti]
Succede tutto nel giro di pochi minuti. L’entrata in classe, il libro estratto dal mio zaino, i banchi spostati, l’invito a fare un semicerchio al centro dell’aula. Ora sono in quarta, e una bambina esclama di colpo che da molti anni non si erano più seduti per terra in quel modo, forse addirittura dalla prima. C’è una bella tensione nella sua voce emozionata e nell’aria, mentre apro il libro e comincia a diffondersi il silenzio.
Il futuro che non c'era
[di Matteo Maculotti]
Rileggo un tema che ho scritto in terza elementare, intitolato Il calcola-futuro, e mi colpisce ritrovare un’idea che all’epoca dovevo associare alla sfera del divino non meno che ai prodigi della scienza e della tecnologia, ovvero l’intuizione che ogni evento possa essere previsto secondo una logica matematica.

I bambini di Hiroshima
[di Matteo Maculotti]

Dettaglio da un rotolo dipinto col motivo delle gru in volo e del sole nascente, simbolo di immortalità.


