La masca Micilina
In una gelida sera d’autunno, in un villaggio nasce un bambino piccolo come un fagiolo con la pelle stropicciata e la voce da gattino.
In una gelida sera d’autunno, in un villaggio nasce un bambino piccolo come un fagiolo con la pelle stropicciata e la voce da gattino.
Maria Carla lavora allo sportello dell’Ufficio Oggetti Smarriti.
Valentina Pellizzoni, autrice e libraia, innamorata delle fiabe di Hans Christian Andersen, ha deciso di rileggerne e riscriverne alcune fra le meno conosciute.
La storia della bambina e l’orsa arriva dalla Grecia del V secolo a.C., dal piccolo villaggio di Brauron sulla costa dell’Attica.
Tutti lo sanno quanto stia male/ un libro intero senza morale./ E la morale è bella ma strana: è sempre bello quel che si ama./ Voltala, e uguale è il ritornello: quello che ami per forza è bel
C’è sui colli di Frigia una quercia vicino a un tiglio, circondata da un muricciolo.
Una nipote e una nonna unite da un legame molto speciale.
C’era una volta un Re che piangeva. Aveva perduto il suo migliore amico. [..] Per sette giorni il Re, Gilgamesh era il suo nome, vegliò l’amico, Enkidu.
Mia è una bambina maga. Da cosa si capisce? Dal fatto che vede le cose che non ci sono. O meglio, le cose ci sono, ma non si vedono.
Butto il messaggio nella bottiglia;/chi lo capisce se lo piglia./Va la bottiglia sull’acqua del mare;/chi gli interessa la vada a pescare./Vetro e cristallo di cento colori,/il tappo è d’argent