Segno, disegno, movimento: danzare con Kitty Crowther

Kitty Crowther, ospite dell'ultima edizione del Festival Tuttestorie di Cagliari, il 7 ottobre ha tenuto il laboratorio "Dansiner-Disedanzare", che veniva presentato così nel programma del Festival:

Un workshop per lavorare su disegno, segno, movimento e intuizione, per esplorare il senso della narrazione fuori dagli schemi, attraverso il movimento come chiave di accesso al meraviglioso e sconosciuto che sta dentro ognuno di noi. Per imparare a narrare cercando di mettersi in ascolto di ciò che la storia ci può dire. Il workshop è costruito su alcuni esercizi di riscaldamento per sciogliersi e affrontare la narrazione e molto gioco. L’importante non è il risultato, ma stare dentro il processo, essere presenti, ascoltare e ascoltarsi. Chiunque sappia disegnare è il benvenuto, e anche chi non sa disegnare è il benvenuto.

Kitty spiega meglio come sia nato il suo laboratorio nell'intervista a la Lettura del Corriere della Sera del 1 Ottobre 2023, quando rispondendo a Patrizia Violi racconta come sia stata influenzata dalle teorie di Betty Edwards, l'autrice di Disegnare con la parte destra del cervello uscito nel 1979.

"Lasciandosi andare, prediligendo l'istinto, mettendo da parte la nostra parte più rigida e razionale, facendo muovere il corpo, come nelle discipline dello yoga e del tai chi, si sprigiona energia ed è molto più facile disegnare e creare qualcosa di appagante. Su questa teoria ho creato i miei laboratori di dansiner (danse, danza+dessiner, disegnare), dove si abbinano danza e disegno. Anche se veramente questa idea l'ho mutuata da Segni Mossi, il duo formato dall'artista visivo Alessandro Lumare e la coreografa Simona Lobefaro, che organizzano atelier di disegno e danza" .

Alla domanda se all'inizio i partecipanti siano rigidi e timidi Kitty risponde;

"Dipende, ci sono persone già abituate a danzare o a fare yoga che si sentono subito a loro agio. Altri sono più inibiti, ma alla fine tutti riescono a esprimere creatività e voglia di sperimentare. All'inizio c'è un importante momento di riscaldamento per aiutare a lasciarsi andare e sperimentare la magia della creatività".

 

Abbiamo chiesto a Cristiana Casu, che ha partecipato al workshop, di raccontarci la sua esperienza.

[di Cristiana Casu]

Mi aspettavo di sedermi su una sedia, con davanti un tavolo, un foglio bianco e le matite, e passare il tempo a disegnare, disegnare guidati e indirizzati da una delle illustratrici che adoro di più, per i suoi personaggi buffi, per le storie così diverse da quelle che si possono trovare in circolazione. Ma stiamo parlando di Kitty Crowther, come ho potuto pensare che sarebbe stato un workshop come tanti altri!

Veniamo accolti in una sala per yoga, con tappetini, mattoncini yoga, tavoli e sedie relegati in un angolo, noi tutti seduti in religioso silenzio aspettiamo che lei inizi…

Ci parla di ascolto, di ascoltare noi stessi, il nostro corpo, leggere gli altri, cogliere i movimenti, ci parla di pieni e di vuoti, pieni e vuoti dati dal respiro, pieni e vuoti di corpi che si muovono nello spazio, di sentire e guardare noi stessi e gli altri. Il nostro umore può interferire con il segno che lasciamo sulla carta, se siamo ansiosi, se abbiamo fretta, se siamo assonnati, annoiati, i nostri stati d’animo vengono percepiti dal nostro corpo, e ciò si riflette nei nostri disegni.

Quanto conosciamo noi stessi? Sapresti fare un tuo ritratto leggendo il tuo viso con le mani? Senza uno specchio? Poggiamo il foglio bianco sulle nostre facce, e via via andiamo a scoprire un occhio, il naso, la bocca aperta, l’orecchio, il sopracciglio, una mano esplora il viso, l’altra lo disegna sul foglio poggiato sulla faccia, come una maschera che è diversa per ognuno di noi. Ci chiede se quando narriamo le storie, le viviamo. Lei sì, riesce a farlo. Fa le boccacce che fanno i suoi personaggi, si diverte come loro, non può disegnare un personaggio se non apprende cosa fa, quindi ripete le sue azioni, più e più volte, pensa come lui, cerca di capire attraverso i movimenti come si diverte e come passa le sue giornate. Non si tuffa dentro le storie, lei le vive, le respira, ed è così che prendono forma.

Kitty si narra e ci svela che non disegna solo con la mano e la testa, lei disegna con tutto il corpo, la mano è solo l’ultima parte del segno, il segno nasce dal pensiero, passa per la gola, il respiro, il petto e poi arriva al braccio e infine alla mano, Dobbiamo dunque curare molte parti del nostro corpo per poter illustrare una storia. Per lei lo yoga e l’illustrazione sono due cose legate insieme, molti esercizi di yoga li fa come se all’estremità avesse un pennello, una matita, come se facesse dei cerchi con la testa, con le braccia o con i piedi, osserva i pieni e vuoti lasciati da due corpi che danzano, che si muovono a un certo ritmo, prova lei stessa a unirsi al ritmo, cercando di catturare il ritmo degli altri. Ogni cosa ha un ritmo, anche l’illustrazione, ed è condizionata da noi, da ciò che ci circonda, da ciò che sentiamo, da come lo viviamo, dal momento, dal tempo. Le sue narrazioni sono dunque vissute, ecco perché arrivano, ecco perché vanno oltre ciò che è puramente visivo, ecco perché i suoi personaggi sono così vibranti, e permeati di un vissuto, di espressioni vere, e le sue ambientazioni sono ricche di dettagli e di particolari curiosi che catturano bambini e adulti.

Finiamo l'attività in cerchio uno dietro l'altro, ognuno di noi tiene un foglio sulla schiena del compagno davanti e muovendoci con la musica cerchiamo di illustrare e di catturare ciò che vediamo, i capelli di chi ci mostra solo il capo, una nuca, un ritratto di spalle, anche Kitty è in mezzo a noi, anche lei disegna e ci saluta così. È un’illustratrice che lascia il segno, e non solo sulla carta e il foglio. Grazie a Tuttestorie e Topipittori per questa opportunità. Se ancora non la conoscete che state aspettando? Correte in libreria!

Un mese fa Kitty Crowther ha inaugurato un suo sito web da cui sono tratte alcune foto di questo articolo, lo ha presentato così nella sua pagina Facebook:

"Dopo 29 anni di carriera (finora), non ho mai avuto un sito web. Faccio tante cose diverse e ho pensato che sarebbe stato bello condividerle. Quindi ora è ufficiale: ho un sito web!! È online adesso".