C'erano anche ieri i libri di oggi

ovvero Un’incursione nel mondo sommerso delle immagini

Nel libro Con la cultura non si mangia. Falso, Paola Dubini mette in luce come dietro i grandi eventi culturali di cui si occupano i media e in cui sembra incarnarsi la vita culturale di un Paese - grandi produzioni cinematografiche o televisive, grandi mostre, saloni del libro o premi letterari di prestigio - ciò che quotidianamente nutre e sostiene la cultura in paesi, città, regioni, è il lavoro di istituzioni, associazioni, fondazioni, organizzazioni, anmministrazioni, imprese pubbliche e private che, in un confronto continuo con le esigenze della popolazione, si occupano di garantire continuità e vitalità alla vita culturale. Fra queste ci sono librerie, scuole, biblioteche. Oggi parliamo proprio di una biblioteca, anzi di due biblioteche e del modo in cui hanno collaborato per dare vita a un progetto bellissimo e silenzioso, ma importante, che appoggia su un'idea geniale. Lo racconta Valeria Patregnani.

[di Valeria Patregnani, Sistema Bibliotecario di Fano]

Il potere ammaliante che ha una collezione di documenti antichi credo sia qualcosa di indiscutibile. L’osservazione dal vero di un manoscritto, di un libro o di stampe dei secoli passati produce un fascino smisurato su chiunque e riempie di luce sia lo sguardo dei neofiti, che di studiosi e ricercatori. Questi tesori sono soggetti alla conservazione e tutela da parte degli Istituti che li ospitano e a ciò, in molti casi, ci si limita. È meno frequente trovare Istituti con fondi antichi che si dedicano alla valorizzazione delle loro collezioni, che sappiano sostenerne l’attività scientifica e di ricerca o, addirittura, che ne approfittino per avviare progetti innovativi.

L’argomento è complesso e richiederebbe una lunga dissertazione, ma queste poche parole mi servono intanto per dire che, nella maggior parte dei casi, i fondi antichi, nonostante l’attrazione che esercitano su tutti, sono tenuti ancora sottochiave, lontani dagli occhi dei più, senza approfittare delle loro grandissime potenzialità.

Essendo una bibliotecaria, faccio parte di una di quelle poche categorie che può vantare il privilegio di occuparsi direttamente di questi tesori. Una cosa un po’ più insolita, ma che c’entra con tutta questa storia, è che mi occupo tutti i giorni di due biblioteche assai differenti: una di conservazione, tutela, valorizzazione e ricerca e una dove i compiti sono invece quelli di promuovere la lettura fin dalla primissima infanzia, di alfabetizzare e di sostenere la cittadinanza nella formazione continua. Nella stessa giornata posso passare dalla storica Sala dei Globi della Biblioteca Federiciana, al piacere di sfogliare, leggere al pubblico e consigliare magnifici libri illustrati della produzione editoriale corrente alla Mediateca Montanari.

Proprio questo tipo di esperienza quotidiana, quasi schizofrenica ma di sicuro arricchente, mi ha dato la possibilità di mettere spesso a confronto due mondi molto distanti e rilevare quanta somiglianza e vicinanza tra essi ci possa essere.

È tutto cominciato curando contemporaneamente una selezione di libri di divulgazione scientifica per ragazzi e osservando le bellissime tavole illustrate di alcuni libri scientifici della collezione di Domenico Federici che dovevano essere esposti in occasione di una mostra. Fu questo il primo momento in cui mi sembrò di osservare una sorprendente somiglianza tra due tipologie di libri, quelli per ragazzi e quelli antichi, che credo in pochi abbiano avuto l’ardire di accostare. Libri che avevo avuto più volte sottomano, sembravano chiedermi di essere visti in un nuovo modo. “Vedere equivale a riconoscere il mondo esterno familiare alla nostra coscienza” dice bene Max J. Friedländer in un libro bellissimo come Il conoscitore d’arte.

Così ha preso corpo la consapevolezza che queste due realtà non fossero poi tanto inaccostabili come molti fino ad allora mi avevano fatto credere. Fu come rivedere qualcosa dopo tanto tempo e riconoscerla.

La mostra C’erano anche ieri i libri di oggi (14 dicembre 2019 - 30 marzo 2020, Sala dei Globi della Biblioteca Federiciana di Fano, finanziata con il Fondo Lettura 2019 del MIBACT) è per me il risultato di un riconoscimento.

«Il riconoscimento segna notoriamente il passaggio dall’ignoranza alla conoscenza. Riconoscere pertanto, non è la stessa cosa che entrare in contatto per la prima volta, né abbisogna di parole: quasi sempre il riconoscimento è muto. E riconoscere non significa in alcun modo capire ciò che incrocia il nostro sguardo; la comprensione non ha alcun ruolo in un atto di riconoscimento. L’aspetto più importante del termine riconoscimento sta dunque nella prima sillaba, che rimanda a qualcosa di anteriore, una consapevolezza preesistente che rende possibile il passaggio dall’ignoranza alla conoscenza: il riconoscimento avviene quando una consapevolezza anteriore balena dinanzi a noi, provocando un repentino mutamento nella comprensione di ciò che si ha davanti. Eppure quel baleno non può darsi spontaneamente; non può divampare se non in presenza del suo altro perduto. La conoscenza che ne risulta è dunque diversa dalla scoperta di qualcosa di nuovo: deriva piuttosto dal prendere coscienza di una potenzialità ancora inespressa».

Sono parole tratte da La grande cecità di Amitav Ghosh, che raccontano perfettamente quanto mi è successo.

Una potenzialità ancora inespressa, ecco di cosa ho preso coscienza. E così tutto ciò mi ha spinta alla ricerca di corrispondenze scegliendo, con l’aiuto di Michele Tagliabracci, collega referente delle collezioni antiche della Federiciana, una serie di libri antichi ricchi di illustrazioni per metterli al fianco di libri di letteratura di divulgazione per ragazzi presenti alla Mediateca Montanari. La selezione che ne è derivata è solo una delle tantissime possibili, ma il risultato, a mio avviso, è strabiliante e ha confermato quanto andavo cercando.

Sala dei Globi, Biblioteca Federiciana (Fano): allestimento dell'esposizione C'erano anche ieri i libri di oggi.

L’oggetto libro di oggi è uguale, almeno nei suoi elementi bibliologici essenziali, a quello delle origini. Nell’arco temporale di circa mezzo millennio ad essere cambiato è stato soprattutto il pubblico di lettori e ad esso si è adeguata la proposta editoriale. Quello che oggi chiamiamo grande pubblico, per lunghissimo tempo, non è stato contemplato, anzi non esisteva, e men che meno, nei primi secoli della stampa, si è pensato al pubblico dell’infanzia.

Johannes Amos Commenius, edizione inglese dell'Ortus pictus (1658), (immagine tratta da questo post), Sembra il primo testo redatto appositamente per ragazzi e precursore dell'approccio didattico linguistico attraverso l'accostamento immagine-testo.

Il libro antico di grande formato, con carta di buona qualità, illustrato con tavole di prestigiosi incisori, talvolta anche acquarellato o miniato, era un prodotto per nobili, ricchi ed élite dedite alla trasmissione del sapere come monaci o docenti universitari. Oggi un libro illustrato con caratteristiche analoghe, tenuto conto delle ovvie differenze, si trova anche nella grande distribuzione ed è il più delle volte rivolto ai bambini e ragazzi. Che libri per bambini e ragazzi presentino più evidentemente di altri certe permanenze e riprendano impostazione e stile dei libri antichi, mi sembra straordinario e, nel tentativo di condividere questo ‘riconoscimento’ con altre persone, ho pensato insieme ai miei colleghi di realizzare questa piccola mostra.

Nell’immaginario collettivo le due tipologie di manufatti qui prese in esame sono distantissime tra loro, eppure il loro accostamento evidenzia immediatamente un dialogo eccezionale, soprattutto dal punto di vista iconografico, tra passato e presente. “Collegare il passato con il presente” è l’obiettivo che mi ha portato a voler sperimentare questo audace itinerario tra due mondi, volendo far provare anche ad altri l’emozione di veder esposti fianco a fianco gli alberi di Pia Valentinis con quelli di una Dendrografia del ‘600, i mostri di Emmanuelle Houdart con quelli di Ulisse Aldovrandi, gli insetti di Katie Scott con quelli di Cesare Majoli, solo per citare alcuni esempi tra quelli esposti.

Nel tentativo di rendere questa piccola ricerca un’occasione reale di esperienza per adulti e bambini, abbiamo abbinato alla mostra un calendario di incontri con esperti e degli atelier in cui i bibliotecari propongono percorsi bibliologici e laboratori per i piccoli, raccontando come i maestri del passato hanno lasciato un’eredità universale, piena di bellezza e armonia, e che, ad averla raccolta sono, come sempre, i più innovatori. Non è stato un esercizio fine a sé stesso, ma un tentativo di trovare nuovi modi per valorizzare segmenti del nostro patrimonio librario che, anche se molto diversi, partecipano di uno medesimo disegno culturale, di sperimentare nuovi percorsi visivi per insegnare a vedere e leggere significati esponendo i bambini a una pluralità di linguaggi, di superare gli stereotipi sperimentando collegamenti inediti.

«Se, infatti, è ‘dato come assioma della storia dell’arte che le forme non nascano dal nulla e d’improvviso, ma costituiscano tappe nello sviluppo di una tradizione’, è anche ‘vero che se le immagini esistono nel momento in cui sono guardate, l’intero universo figurativo è fatto di immagini, le quali, egemoni in un dato luogo e in un dato tempo, sono in maggioranza destinate a scomparire – ovvero a non essere guardate una volta sostituite da nuove immagini. L’universo del visibile nasconde, dunque, un mondo di immagini sommerse che continuano a colloquiare ininterrottamente tra loro attraverso fili visibilmente tenaci, che legano le une alle altre in una ragnatela il cui disegno è complesso come quello di un labirinto. Ogni meandro di questo labirinto può condurre ad un vicolo cieco, come ogni incrocio può far guadagnare un inedito tratto di percorso utile a rivelare il disegno generale.»

Con queste parole Paola Pallottino, nella sua Storia dell’illustrazione italiana. Cinque secoli di immagini riprodotte, sembra descrivere proprio il tentativo fatto. L’auspicio è che anche altri - bibliotecari, librai, editori e appassionati – vogliano provare a rilevare la permanenza di ‘schemi iconografici’ tra libri antichi e libri per ragazzi, in modo che questo ‘gioco’ possa proseguire.

 

I libri in mostra

  • Dendrographias sive Historiae naturalis de arboribus et fruticibus tam nostri quam peregrini orbis libri decem: figuris aeneis adornati / Jan Jonston. Francoforte: eredi Matthäus Merian, 1662
  • Raccontare gli alberi / Pia Valentinis, Mauro Evangelista. Milano: Rizzoli, 2012

 

  • Hortus Indicus Malabaricus:continens regni Malabarici apud Indos cereberrimi onmis generis plantas rariores, Latinas, Malabaricis, Arabicis, Brachmanum charactareibus hominibusque expressas / Hendrik van Reede tot Drakestein. Amsterdam: Joannes van Someren, et Johannes Dyck, 1678
  • Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi / Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchoukriel. Milano: L'ippocampo junior, 2010

 

  • Histoire des plantes de l'Europe et des plus vsite'es qui viennent d'Asie, d'Afrique, & d'Amerique. Ou l'on voit leurs Figures, leurs noms, en quel temps elles fleurissent, & le lieu ou elles croisse / Gaspard Bauhin. Lione: Jean Baptiste Deville, 1680
  • Vagabonde : una guida pratica per piccoli esploratori botanici / Marianna Merisi. Milano: Topipittori, 2017

 

  • Inventario illustrato dei fiori / Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchoukriel. Milano: L'ippocampo Ragazzi, 2016
  • Manuale pro Itineribus Ital[i]cis / Cesare Majoli. Ms. XVIII secolo. Ms. Federici, 41

  • Monstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium / Ulisse Aldrovandi. Bologna: Nicolò Tebaldini, 1642
  • Mostri ammalati / Emmanuelle Houdart. Milano: Il castoro bambini, 2005

 

  • La Nautica / Giuseppe Antonio Candelari. Ms. XVIII secolo. Ms. Amiani, 79
  • Dentro le cose: il galeone / Illustrazioni di Stephen Biesty; testi di Richard Platt. Milano: Fabbri, 2001

 

  • Supplemento alle Lezioni botaniche preso dai due Regni Animale e Fossile / Cesare Majoli. Ms. XVIII secolo. Ms. Federici, 87
  • Animalium: il grande museo degli animali / Katie Scott, Jenny Broom. Milano: ElectaKids, 2014

 

  • Uova dei volatili / Cesare Majoli. Ms. XVIII secolo. Ms. Federici, 17
  • Il silenzioso uovo / Dianna Aston; illustrazioni di Sylvia Long. Milano: Motta junior, 2008