La meraviglia di leggere storie

Per il ciclo di interviste dedicato alle Case dei Topi, a cura di Beatrice Bosio, oggi parliamo con Elisa Calabrò della libreria L’Incanta Storie di Barcellona Pozzo di GottoQui trovate le altre interviste alle nostre librerie fiduciarie: libreria Viale dei Ciliegi 17 di Rimini; Libreria dei Ragazzi di Sarzana; libreria Pel di carota di Padova; Nuova Editrice Berti di Parma; libreria L’Altracittà di Roma; librerie Lo Stregatto di Locarno e Leggiamo di Fanano; libreria Fantasia di Bergamo; libreria Castello di Carta di Vignola; libreria Controvento di Telese Terme; libreria Casa sullalbero di Arezzo; libreria Mutty di Castiglione delle Stiviere; libreria Piccoloblu di Rovereto; libreria MarcoPolo di Venezia; libreria Radice-labirinto di Carpi; Libreria Svoltastorie di Bari;  Libreria (e festival) Tuttestorie di Cagliari; Libreria GiraeVolta di Jesi; Libreria Momo di Ravenna; Libreria Gli anni in tasca di Pisa; Libreria Farfilò di Verona; Libreria degli Asinelli di Varese; Spazio Libri La Cornice di Cantù; La tana del Bianconiglio di Maerne di Martellago; La Pazienza Arti e Libri di Ferrara; Testolinee Libreria dei Ragazzi di Manduria; Libreria Aribac di Milano; 365 storie di Matera; Libreria Dudi di Palermo; Libreria Trame di Bologna; Libreria Punta alla Luna di Milano; Libreria Baobab di Porcia.

[di Beatrice Bosio]

Mi racconti brevemente l’Incanta Storie?

L’Incanta Storie è una libreria specializzata in letteratura per bambini/e e ragazzi/e, si trova a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dal 2018. È nata dall’esperienza di un gruppo di persone con formazione diversa che nel 2011 hanno avviato un percorso con Ossidi di Ferro, associazione che si occupa di promozione del libro ed educazione alla lettura. Adesso le socie e lavoratrici della libreria sono tre: Elisa Calabrò (io), Simona Ruvolo ed Elena Poma. La libreria offre una selezione di libri per l’infanzia e l’adolescenza, ha uno scaffale dedicato alla pedagogia e all’educazione alla lettura, uno scaffale dedicato alla narrativa per adulti e un piccolo corner di fumetti. C’è anche una selezione di giochi e giocattoli in legno e uno spazio dedicato ai laboratori e agli incontri.

Quali percorsi formativi, ed eventualmente lavorativi, hanno preceduto la vostra esperienza in libreria? Quando e come si sono incrociati i vostri destini?

Ognuna di noi ha avuto una formazione molto diversa: io ho studiato editoria e giornalismo, Elena lettere classiche con indirizzo archeologico, Simona sociologia. Tutte e tre, però, siamo sempre state attratte dai temi legati all’educazione, dal confronto con l’infanzia e – ovviamente – dalla lettura. Abbiamo lavorato a lungo nel sociale e condiviso anche l’impegno politico. Io ed Elena abbiamo frequentato lo stesso liceo, ci conosciamo da sempre, praticamente, perciò, quando abbiamo deciso di aprire la libreria, è stato quasi naturale farlo insieme. Simona ci ha raggiunte un pochino dopo, ed era proprio il pezzo perfetto per chiudere il triangolo.

Come avete scelto il nome della libreria?

La vita della libreria è cominciata a Milazzo, dal progetto di un giovane educatore che ne aveva scelto il nome e il logo. Noi abbiamo mantenuto il nome, volendo suggerire l’idea di un luogo dedito all’incanto e al piacere della lettura, ma abbiamo modificato il logo. Quello iniziale, infatti, aveva al centro una figura che replicava il pifferaio di Hamelin, adulto incantatore che si fa seguire dai bambini/topolini. Noi, invece, abbiamo preferito mettere al centro il bambino/topolino, che con le sue letture e le sue scoperte si incanta e cresce.

Quindi nasce a Milazzo e poi con voi si sposta a Barcellona Pozzo di Gotto? Come descrivereste il territorio in cui si trova la libreria, ma anche la provincia di Messina e più in generale la regione?

Sì, l’Incanta Storie è stata fondata a Milazzo nel 2015 e poi trasferita da noi a Barcellona Pozzo di Gotto nel 2018. Barcellona Pozzo di Gotto, che deve il suo nome proprio alla presenza sul territorio della dominazione spagnola, è una cittadina nata e cresciuta grazie al commercio di agrumi, con una rete di attività collaterali che negli anni le hanno conferito una certa vitalità economica. A partire dagli anni 2000, però, il comune ha perso notevolmente la sua impronta commerciale e ha attraversato una crisi occupazionale che ancora perdura. Tantissime sono le associazioni e le iniziative private attive nell’ambito della promozione culturale, ma le difficoltà economiche hanno rappresentato per la politica locale un ottimo alibi per non investire adeguatamente nel settore. Oggi la città, quindi, convive con la mancanza di programmazione e pianificazione in ambito culturale e strutture precarie. In generale, tutta la provincia di Messina soffre di questa trascuratezza istituzionale, nonostante il lavoro importante di singoli, la presenza di molte biblioteche molto attive e la determinazione di molti/molte. Essere su un’isola (e noi abbiamo il privilegio di vederne sette proprio di fronte a noi) ci fa sentire a volte “abbandonati” come l’ultima provincia dell’impero; altre, invece, ci dà la carica, quel volere e potere fare tutto avendo dalla nostra il forte senso di responsabilità che deriva dall’essere pochi o addirittura unici.

Ci sono realtà del territorio con le quali collaborate? E come sono i vostri rapporti con le altre librerie della provincia, se non regione? Sentite di far parte di una rete e di riuscire così a contrastare, almeno in parte, il senso di abbandono derivato dall’essere su un’isola?

Sul nostro territorio è attiva una fitta rete di associazioni con cui collaboriamo stabilmente anche per la progettazione e la gestione di iniziative culturali e sociali sul lungo periodo. Una sponda importante per noi sono anche le scuole del territorio. Sono tante le librerie con cui in provincia, e nell’intera isola, proviamo a collaborare per lavorare meglio e insieme ottimizzare risorse e investimenti. Inoltre in questi anni, grazie ai bandi Cepell, siamo riuscite a creare legami solidi con realtà di altre regioni per uno scambio continuo e arricchente.

Quali letture vi hanno particolarmente segnate, prima da bambine e poi da grandi, e vi hanno spinte a voler diventare libraie?

Le nostre tre esperienze sono diverse anche in fatto di letture e dunque mi faccio portavoce di ciascuna.

Elena: Non so se si possa istituire un legame diretto tra l’essere libraia e queste letture, ma tra quelle per me più significative annovero sicuramente Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, la tetralogia di Piccole donne di Louisa May Alcott, qualunque cosa abbia scritto Jane Austen, e Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.

  

Simona: L’inizio del mio percorso da lettrice lo devo alla fortuna di avere avuto delle insegnanti capaci di riconoscere e alimentare la mia curiosità: da loro ho ricevuto spunti e doni che mi hanno permesso di scoprire la meraviglia di leggere storie. Sono stata intrattenuta e accudita da mondi paralleli, ma sono sempre stata molto affascinata da letture in grado di raccontare la realtà, anche quella più cruda, e forse non proprio adatte alla mia età. Il modo migliore per scovarle era curiosare di nascosto nella libreria delle zie. E poi ci sono stati i libri ricevuti in prestito dalla prof di religione, che mi hanno aperto spiragli su realtà lontanissime dalla mia, facendomi subito comprendere quanto la lettura sia un potente strumento di consapevolezza e apertura mentale. Oggi, da adulta, continuo ad apprezzare e godermi le storie dedicate ai più piccoli: storie capaci di accendere la curiosità, allenare il pensiero critico, cariche di ironia e senza mai essere didascaliche. Fondamentali sono stati gli incontri letterari con Gianni Rodari, Roald Dahl, Ulf Stark e Astrid Lindgren, scrittori che sanno parlare ai più giovani con grande rispetto, intelligenza e libertà, senza semplificare le emozioni o edulcorare la realtà. Credo che proprio questo miscuglio di letture mi abbia condotta al mestiere di libraia: da una parte la ricerca della meraviglia e dell’immaginazione, dall’altra il bisogno di storie vere, complesse, capaci di mettere in discussione.

  

Elisa: Leggere mi è piaciuto così tanto fin da bambina che ho sempre saputo che alla fine sarebbe diventato in qualche modo il mio lavoro, anche se allora ancora non sapevo quale esattamente (l’idea di fare la libraia l’ho maturata da adulta). Durante l’infanzia Bianca Pitzorno e le Fiabe italiane di Calvino hanno contribuito in misura fondamentale alla formazione del mio immaginario letterario. Più avanti, da ragazzina, ho letto di tutto in maniera disordinata e onnivora, pescando dalla libreria dei nonni anche letture “non adatte” ai bambini: sempre Calvino, Morante, Kipling, ma anche Pirandello, Sciascia e i siciliani. Un miscuglio di stili e generi che mi ha fatto presto capire quanto fosse importante la bibliodiversità.

  

Oggi, libraie e non più solo lettrici onnivore, come vi orientate nella scelta di libri da proporre dall’Incanta Storie?

Due sono le direttrici che orientano le nostre scelte: l’ascolto delle richieste, curiosità, bisogni di lettori piccoli e grandi, più la voglia e il desiderio di proporre letteratura e illustrazione di qualità. Essendo l’unica libreria specializzata del territorio, è molto importante per noi tenere a scaffale una selezione che sia accogliente per chi, appunto, vuole soddisfare una curiosità o approfondire un tema. Allo stesso tempo, però, non vogliamo perdere la libertà e la possibilità di proporre un’editoria alle volte non immediata. Per questo dall’Incanta Storie non mancano mai una casa editrice come Babalibri, riconosciuta e apprezzata da tutti i target di lettura, e subito accanto una come Vànvere edizioni, che cattura e innamora dopo essere stata proposta. In quest’ottica, essere Casa dei topi ha rappresentato per noi un fantastico privilegio, perché ci ha permesso di avere permanentemente un ampio scaffale dedicato al catalogo Topipittori, in cui le proposte più note si accompagnano a quelle più nuove e singolari.

 

Sempre a proposito di libri, sapresti dirmi quali titoli avete venduto di più nel corso della storia della libreria? E cosa dicono questi dati della vostra libreria, di voi e dei clienti?

Tra i titoli più venduti nella nostra libreria abbiamo una serie di “classici contemporanei”: Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni (Babalibri), I cinque malfatti di Beatrice Alemagna (Topipittori), La cosa più importante di Antonella Abbatiello (Fatatrac), e più o meno tutta la serie di Cornabicorna di Beryrand Pierre e Bonniol Magali (Babalibri). Poi abbiamo avuto un piccolo caso di vendite cospicue di Tutti i cari animaletti di Ulf Nilsson con illustrazioni di Eva Eriksson (Iperborea): lo abbiamo iniziato a consigliare come prima lettura e poi è stato molto richiesto. Questi dati riflettono pienamente il tipo di lettori e lettrici che frequentano l’Incanta Storie, cioè in maggioranza bambine e bambini sotto i sei anni, e ci restituiscono la misura del profondo rapporto di fiducia che siamo riuscite a creare con le famiglie e in generale con chi sceglie gli acquisti: nove casi su dieci, infatti, siamo noi a guidare nella scelta e riceviamo feedback molto positivi.

 

 

In quanto Casa dei topi avete a disposizione tutto (o quasi) il nostro catalogo. Quali sono i vostri titoli preferiti di Topipittori? E perché?

Abbiamo sistemato il catalogo Topipittori proprio all’ingresso della libreria, in un armadio rosso dal sapore un po’ magico. Ci piace l’idea che siano proprio i titoli dei Topi ad accogliere i nostri lettori e lettrici in un’esplorazione destinata a non finire mai. Abbiamo chiaramente dei titoli preferiti che ci accompagnano sempre.

Simona: Un grande giorno di niente di Beatrice Alemagna perché ha dentro mondi, ricordi, tempi lenti, inciampi e voglia di ritrovarsi. E perché quando lo leggo ai bambini e alle bambine non c’è mai una volta che non ritrovi facce stupite, occhi luccicanti, teste che fanno su e giù come per dire “so cosa si prova”. Un altro è Il tuo nido, il mondo di Carl Norac, illustrato da Anne Herbauts, tradotto da Silvia Vecchini, per il continuo passaggio tra il dentro e il fuori, e perché risveglia pensieri assopiti e ricorda (almeno a me) che nessun uomo è un’isola.

 

Elena: I miei “tipi-topi” del cuore sono I cinque malfatti di Beatrice Alemagna e Dentro me di Kitty Crowther, molto diversi tra loro, ma simili nella loro capacità di arrivare a toccare corde intime, quasi sepolte, attraverso un tratto grafico non elementare, non particolarmente figurativo ma proprio per questo evocativo, e attraverso un testo conciso, diretto, netto che centra chirurgicamente l’obiettivo di parlare all’io più o meno infantile, adulto, ignaro o consapevole dell’ascoltatore-lettore.

 

Elisa: Storia piccola di Cristina Bellemo e Alicia Baladan perché spalanca i pensieri fino all’infinito e riesce a commuovermi ogni volta per l’idea di cura e sostegno che racconta, la cura che vorrei ricevessero tutti nel proprio percorso di crescita. E A cosa serve? di José Maria Vieira Mendes e Madalena Matoso, compagno insostituibile in tantissimi laboratori, ricchissima miniera di spunti per imparare a ragionare con libertà e spirito critico.

 

Potresti descrivermi a grandi linee la clientela dell’Incanta Storie?

L’Incanta Storie ha un pubblico di riferimento composto principalmente da “nuove” famiglie che frequentano la libreria sia per l’acquisto che per partecipare alle attività di lettura dedicate alla fascia 0-4 anni, e da insegnanti – soprattutto di scuola dell’infanzia e primaria – che scelgono insieme a noi le loro proposte per le classi e ci seguono nelle nostre iniziative di formazione/autoformazione. C’è poi un gruppo sempre più nutrito di lettori e lettrici tra gli 8 e i 12 anni che fanno le loro scelte in autonomia e ci stimolano nella nostra ricerca. Essendo la nostra una realtà quasi unica nel territorio ci capita di ricevere anche richieste “singolari” e spesso diventiamo uno spazio di sosta e socialità per bambini e adulti che non trovano altri luoghi ad accoglierli e questo, forse, è il fatto che più ci inorgoglisce e ci motiva.

 

A proposito del vostro essere spazio di sosta e socialità, quali iniziative proponete, oltre alle attività di lettura per la fascia 0-4?

Le attività per i piccolissimi e le piccolissime ci hanno caratterizzato molto nei primi tempi della libreria e non le abbiamo mai messe da parte. Accanto alle letture – proposte come momenti liberi e gratuiti due volte al mese in occasione dei nostri “giovedì dei piccoli” – organizziamo anche un mini laboratorio di gioco, “Foglie verdi”, dedicato alla fascia d’età 0-2 anni. Dai 5 anni in su, ogni sabato, sempre in modalità libera e gratuita, c’è un appuntamento di lettura ad alta voce, che ci permette di fare anche letture a puntate: è il nostro “Per tutti i gusti +1”, che si trasforma spesso in un libro a richiesta fino a esaurimento delle “batterie di chi legge”. La libreria ospita poi due gruppi di lettura, uno dedicato a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni condotto da Simona Ruvolo, e uno per insegnanti guidato da Francesca Mignemi. Il sabato mattina è anche il momento delle “Mattine da favola”: la libreria è il punto di incontro per un gruppetto dai 6 agli 11 anni che si ritrova per passeggiate esplorative, club di lettura, laboratori e a volte anche cineforum. Inoltre, ospitiamo molti laboratori condotti da altri professionisti, come Exhibit: la Scienza Divertente, laboratori di cucito e attività che stimolano la creatività e le capacità manuali. Infine, dedichiamo alcune mattine alle scuole con il progetto “Felice è chi leggere sa”, che ci porta in giro per le classi della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado. Quest’anno abbiamo lavorato con circa 70 classi, proponendo laboratori di lettura articolati in più appuntamenti e ciascuno progettato a seconda delle esigenze e delle richieste della classe destinataria. E poi abbiamo coinvolto altre 50 classi che hanno incontrato, con modalità diverse, Jenny Jägerfeld accompagnata da Laura Cangemi, Teresa Porcella e Lilith Moscon.

Di pancia, una cosa che ti piace tanto del tuo lavoro e una che proprio non sopporti!

Mi piace la possibilità che questo mestiere offre di vedere letteralmente crescere entusiasmo e meraviglia negli occhi di chi ascolta le storie. Non mi piace la continua necessità di “mediare” con adulti che sono molto lontani dal nostro modo di sentire l’infanzia.

E infine, un’ultima buona ragione che convinca chi ancora non c’è stato a venire presto a conoscere te, Elena e Simona dall’Incanta Storie.

Veniteci a trovare per scoprire un posto accogliente, anche solo per sbirciare tra gli scaffali e passare del tempo sospeso.