Tra esperimenti, teorie e pratiche
[di Alessandra De Luca, Mara D’Aquila, Amalia Maria Amendola*]
Durante l’ultimo anno nella città di Roma si è risvegliato un forte interesse per l’albo illustrato, complice anche l’attenzione da parte del mondo della scuola verso le potenzialità di questo oggetto. Nel luglio 2025, allora, è nato ufficialmente il gruppo di lavoro sull’albo illustrato di AIB Lazio e nel gennaio 2026 si è svolta la giornata di studi “L’albo illustrato. Esperienze, teorie e pratiche a confronto”, promossa da AIB Lazio e Regione Lazio, evento che si è caricato di grandi aspettative da parte di un pubblico proveniente dal mondo delle biblioteche, della psicoterapia, della scuola e dell’editoria per ragazzi.

Durante la giornata di studi la platea si è dimostrata particolarmente attiva e partecipe, consapevole di prendere parte a un appuntamento da tempo atteso, e i membri del gruppo di lavoro hanno dialogato con gli ospiti mettendone in risalto le peculiarità e i punti di vista.

Danilo Di Camillo ha presentato Giulia Franchi, che ha parlato di albi senza parole come uno dei massimi esempi di orizzontalità narrativa, dispositivi democratici che comunicano attraverso il potere delle immagini: l’albo senza parole aiuta a farsi piccoli, rivendica un abbassarsi che è un innalzarsi. Il focus si è concentrato su esperienze di frontiere reali e metaforiche, che contengono confini e traumi ma anche speranza, con il progetto “Dentro i libri” presso il carcere femminile di Rebibbia e la permanenza a Lampedusa con il progetto di cooperazione internazionale “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”, nato per dotare lpromosso da IBBY isola di una biblioteca per ragazzi e promosso da IBBY.


L’intervento online di Anna Castagnoli, introdotta da Alessandra De Luca, si è concentrato su stile e scarto percettivo tra adulto e bambino: nell’albo illustrato lo stile gioca un ruolo importante, componendo l’equilibrio tra testo e immagini attraverso figure retoriche espresse da forme e colori, presenti nell’esperienza culturale dell’adulto ma non ancora e non sempre percepite dal bambino. I disegni dei bambini hanno influenzato le avanguardie, poi il fumetto e l’albo illustrato, e hanno subito una sorta di colonialismo che accaparra intuizioni e trovate del mondo infantile e non sempre riconosce questo debito.

A seguire Antonella Ranieri ha intervistato Paolo Canton, che ha accompagnato il pubblico nel lavoro concreto di un editore, alle prese con la necessità di produrre libri di qualità, ma allo stesso tempo durevoli sul mercato. L’editore ha iniziato col realizzare proficue coedizioni con case editrici estere e con la crescita del suo cospicuo catalogo ha promosso l’albo come medium eccezionale per decodificare la realtà attraverso i simboli umani dell’arte, della comunicazione, della cultura.

Poi un incontro dalla prospettiva inedita: Gaia Forlano ha dialogato con Milena Perazzini sul tema “Io, Tu, Noi. Psicologia e albi illustrati: relazioni e mondi”. Perazzini, autrice di Scrivere di sé con gli albi illustrati: scrittura autobiografica e competenze socio-emotive ha portato al convegno tutta la sua amabile professionalità per raccontare l’utilizzo degli albi nella pratica terapeutica: Perazzini sceglie di non leggere ai pazienti i libri che propone loro, ma invoglia la lettura personale, per far vivere una esperienza di lettura che sia esplorazione del proprio vis-suto, far costruire una narrazione identitaria, perché un albo è capace di produrre nella per-sona un momento di profondo riconoscimento. Fra gli albi portati ad esempio L’albero rosso di Shaun Tan, La ragazza e il masso di Kristien In t Ven, L’anima smarrita di Olga Tokarczuk e Joanna Concejo.

Successivamente è intervenuto Lorenzo Cantatore, intervistato da Mara D’Aquila sul suo ruolo di direttore del più antico museo dedicato alla storia della Pedagogia e della Scuola italiana, il MuSed, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre. Il Museo conserva e promuove, oltre agli oggetti e ai documenti d’archivio, anche albi illustrati che rappresentino una tappa importante della storia dell’educazione. Durante l’intervento ha condiviso una considerazione significativa: per la prima volta, grazie a questa Giornata di studi, la letteratura per l’infanzia si è fatta largo a gran voce nel mondo adulto della Letteratura con la L maiuscola della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Probabilmente con la schiacciante evidenza degli andamenti di mercato (solo l’editoria per ragazzi ha realizzato una crescita del +8,3% nei primi tre mesi del 2026) e la scelta del titolo della nuova edizione del Salone di Torino “Il mondo salvato dai ragazzini” siamo di fronte a un cambiamento di paradigma importante.


Amalia Maria Amendola ha introdotto con professionalità e rigore l’incontro con Carla Ghisalberti, collaboratrice della redazione della casa editrice Orecchio Acerbo. Ghisalberti, che ha ripercorso la storia degli albi pubblicati dall’illustre casa editrice romana, ritiene che una buona storia debba sempre essere sovrana per realizzare un libro di qualità. Fra i titoli citati Nessuno tranne me di Sara Lundberg, Il bambino del tram di Isabella Labate, Ballata di BlexBolex, per concludere la carrellata con un piccolo gioiello, Lafcadio. Il leone che mirava in alto di Shel Silverstein, un libro dai dialoghi arguti costellato da trovate esilaranti.


Gli albi illustrati sono stati proposti e riosservati in una delicata prospettiva fra teoria e condivisione di buone pratiche di lettura e la giornata ha dato risalto alle diverse esperienze che hanno contraddistinto questo primo anno del gruppo di lavoro, da cui è possibile intravedere alcuni filoni di interesse: l’albo illustrato come crossover proposto a diverse fasce d’età fino ad arrivare agli adolescenti e agli anziani. Albi illustrati in contesti alternativi ai luoghi canonici, come i luoghi di cura in senso ampio e infine la ricerca su alcune particolari tipologie di albi: da quelli senza parole agli albi poetici, dagli albi divulgativi a quelli con protagonista la natura. Ma su tutte le esperienze condotte in questo primo anno domina un filone trasversale di educazione allo sguardo.
Cosa ci aspetta ora? Proseguono le nostre ricerche e ci auguriamo di poter realizzare una pubblicazione sugli argomenti che abbiamo approfondito fin dalla nascita del gruppo, inoltre vorremmo provare a organizzare una giornata in presenza che si basi sulla condivisione di esperienze di lettura e sessioni pratiche, poiché il nostro lavoro è strutturato sull’orizzontalità e l’ascolto. Il gruppo è riuscito nell’intento di creare una relazione fluida e proficua tra chi si occupa di albi illustrati dal punto di vista critico e metodologico e coloro che li utilizzano nelle loro pratiche quotidiane, con l’auspicio che questo possa essere il primo passo per costruire un rapporto fruttuoso tra tutti gli attori che si trovano a frequentare questo affascinante oggetto editoriale ricco di potenzialità.
Per informazioni: https://www.aib.it/notizie/gruppo-di-lavoro-sullalbo-illustrato-aib-lazio/
*Alessandra De Luca, responsabile della Biblioteca Centrale Ragazzi di Roma (ISBCC) e autrice di teatro e romanzi, è coordinatrice AIB (Associazione Italiana Biblioteche) Lazio per il Gruppo di lavoro sull'albo illustrato, referente AIB Lazio nella Commissione nazionale biblioteche e servizi per ragazzi e ragazze e rappresentante AIB in seno al Coordinamento nazionale Nati per Leggere.
Mara D’Aquila, bibliotecaria e drammaturga, ha conseguito un dottorato di ricerca in Letteratura italiana e ha condotto diversi seminari di Letteratura presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Amalia Maria Amendola è direttrice della Biblioteca Statale Antonio Baldini di Roma; esperta nell’ideazione, gestione e comunicazione di eventi e attività didattiche di promozione del libro e della lettura; professionista del settore editoriale con esperienza nell’ideazione, progettazione e redazione di contenuti cartacei e multimediali; studiosa di storia dell’editoria scolastica e di letteratura italiana contemporanea.