Per il ciclo di interviste dedicato alle Case dei Topi, a cura di Beatrice Bosio, oggi parliamo con Valeria Chiodo e Sara Siviglia della Libreria dei Ragazzi di Sarzana. Qui trovate le altre interviste alle nostre librerie fiduciarie: libreria Pel di carota di Padova; Nuova Editrice Berti di Parma; libreria L’Altracittà di Roma; librerie Lo Stregatto di Locarno e Leggiamo di Fanano; libreria Fantasia di Bergamo; libreria Castello di Carta di Vignola; libreria Controvento di Telese Terme; libreria Casa sull’albero di Arezzo; libreria Mutty di Castiglione delle Stiviere; libreria Piccoloblu di Rovereto; libreria MarcoPolo di Venezia; libreria Radice-labirinto di Carpi; Libreria Svoltastorie di Bari; Libreria (e festival) Tuttestorie di Cagliari; Libreria GiraeVolta di Jesi; Libreria Momo di Ravenna; Libreria Gli anni in tasca di Pisa; Libreria Farfilò di Verona; Libreria degli Asinelli di Varese; Spazio Libri La Cornice di Cantù; La tana del Bianconiglio di Maerne di Martellago; La Pazienza Arti e Libri di Ferrara; Testolinee Libreria dei Ragazzi di Manduria; Libreria Aribac di Milano; 365 storie di Matera; Libreria Dudi di Palermo; Libreria Trame di Bologna; Libreria Punta alla Luna di Milano; Libreria Baobab di Porcia.
[di Beatrice Bosio]
Mi presentate brevemente la vostra libreria?
La Libreria dei Ragazzi di Sarzana è nata in questo piccolo centro trent’anni fa. Da sempre specializzata in letteratura per l’infanzia, organizza anche laboratori e letture nelle scuole e collabora con altre librerie del territorio alla realizzazione del festival letterario I libri per strada, le strade per il libro.

Chi l’ha aperta e chi ci lavora adesso?
La libreria è stata aperta da Sergio Guastini, già libraio per adulti, su ispirazione della Libreria dei ragazzi di Roberto Denti, a Milano. Dopo pochi anni sono arrivata io, Valeria Chiodo, che ho realizzato così il mio sogno dopo aver sofferto per dieci anni in una banca – finalmente potevo scegliere e comprare tutti i giochi e libri illustrati che volevo. Quando nel 2018 Sergio ha raggiunto l’età del pensionamento, è spuntata Sara Siviglia, con la sua attenzione per la piccola editoria e uno sguardo più intuitivo verso il mondo dei bambini.

La libreria si trova in provincia di La Spezia, al confine con Toscana ed Emilia: che comune è quello di Sarzana, specialmente dal punto di vista culturale?
Siamo una terra di mezzo: non incarniamo né la giovialità toscana né l’insofferenza ligure né la lungimiranza emiliana. Ascoltiamo tutto e lo rimpastiamo, non senza un pizzico di incoscienza. Allora, ogni tanto, qualche successo arriva: come le ventidue edizioni del Festival della Mente o l’essere stati selezionati come possibile capitale della cultura.
A proposito di festival, mi raccontate un po’ più nel dettaglio I libri per strada, le strade per il libro?
Le librerie che lo organizzano, tra cui la nostra, espongono i loro libri su bancarelle montate nella piazza dietro al Comune. Ci sono fumetti, saggi, albi illustrati, romanzi, prime edizioni e libri vintage. Dal pomeriggio a notte inoltrata accogliamo autori e illustratori. Sono stati nostri ospiti, nelle ultime edizioni, Giusi Quarenghi, Monica Barengo, Daniela Carucci, Gek Tessaro, Fabrizio Silei, Flavio Soriga e Riccardo Atzeni, Irene Penazzi. Quest’anno ci piacerebbe tanto avere con noi Guido Scarabottolo.

Quali sono i vostri percorsi formativi e/o lavorativi precedenti alla libreria?
V.C.: Con il desiderio di indipendenza economica che mi ha sempre contraddistinto, ho frequentato un istituto tecnico commerciale, dove mi sono diplomata col massimo dei voti. Poi, grazie a un concorso, ho intrapreso la carriera in banca. Nel frattempo, però, per non esagerare troppo con la coerenza, mi sono iscritta anche alla Facoltà di Lettere a Pisa. Quindi lavoravo in banca e davo gli esami. Finché nel 2000, ritrovandomi a Ivrea, in procinto di essere madre e lontana da mio padre gravemente ammalato, non ho realizzato quanto quel lavoro cozzasse con tutti i miei principi. Nel frattempo, a Sarzana, i librai con cui avevo lavorato part-time prima di entrare in banca avevano fatto la follia di aprire in quel centro piccolissimo (20.000 abitanti) La libreria dei ragazzi. E così ho deciso di tuffarmi: tornare a casa per fare l’unico lavoro che mi fosse mai piaciuto fare. Con la spinta aggiuntiva della maternità.
S.S.: Ho sempre creduto fermamente nel valore e nel potere della letteratura, strumento di ristoro dell’animo, mezzo per arrivare dove non si può, o semplicemente per scoprire e approfondire ciò che non si sa. Gli studi classici al liceo e quelli pedagogici all’università mi hanno avvicinata sempre di più al mondo dei libri, fino alla tesi in Letteratura per l’infanzia. Dopo la laurea ho lavorato in diversi asili, dove ho sperimentato l’uso degli albi illustrati con i bambini, assistendo al loro sguardo rapito di fronte alle immagini e alle loro reazioni di meraviglia. In quel periodo ho cominciato anche a frequentare la Libreria dei Ragazzi di Sarzana, della cui dimensione sospesa mi sono subito innamorata. Provo profonda gratitudine nei confronti di Valeria per avermi chiesto di accompagnarla in questa avventura tra gli scaffali, dove alla gioia di sfogliare gli albi si aggiunge quella di stare con bambini curiosi e sognatori.

Considerata la vostra passione per la lettura, ci sono dei libri che vi hanno particolarmente segnate, prima da bambine e poi da giovani adulte?
V.C.: Per quanto riguarda l’infanzia, ho dei bellissimi ricordi legati alle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi; come lettrice autonoma ho fatto i primi passi con Attilio, e le Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari, con i disegni di Bruno Munari, mi emozionano ancora a distanza di decenni! Tra i libri letti da più grande, invece, sicuramente Il barone rampante e Lezioni americane di Italo Calvino; Il deserto dei tartari di Dino Buzzati; Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello; Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia di Leonardo Sciascia; Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez; Come l’acqua che scorre di Marguerite Yourcenar; La certosa di Parma di Stendhal. Di questi libri conservo intatto il piacere della lettura legato al luogo e al momento.


S.S.: Da bambina adoravo Il mondo di Boscodirovo di Jill Barklem, il primo libro che ho letto da sola, e mi piacevano le poesie e le filastrocche. Da ragazza ho letto molto Italo Calvino ed Elsa Morante, e alcuni scrittori giapponesi. Tra gli autori e illustratori per bambini, mi piacciono molto Tomi Ungerer, Astrid Lindgren, Ulf Stark, Beatrice Alemagna, Davide Calì, e tantissimi altri ancora...

Oggi, da libraie e non più solo lettrici, come scegliete i titoli che proponete nella vostra libreria?
Il primo criterio è che piacciano, o quantomeno convincano, entrambe. Abbiamo pochissimi titoli commerciali, perché avrebbe poco senso tenerli in una realtà come la nostra.

Quali sono stati i libri più venduti nella vostra libreria? Considerata la sua storia trentennale, avete riscontrato dei cambiamenti nelle richieste?
La fascia di età a cui ci siamo rivolte nel tempo è cambiata tantissimo, con conseguente ricaduta sui dati di vendita. In passato l’età dei nostri lettori era più alta: i titoli più venduti nei primi anni Duemila erano quelli della saga di Harry Potter di J.K. Rowling (pubblicata in Italia da Salani). Poi a un certo punto – non saprei precisare esattamente quando – siamo passati dalla vendita al lettore alla vendita al genitore del futuro lettore, con il crescente affermarsi dell’albo illustrato. Non so se imputare questo cambiamento alla graduale trasformazione della nostra libreria o a quella, più in generale, del mercato, che si è riflessa anche tra le nostre mura. Tra i primi albi illustrati più venduti ci sono le serie del pesciolino Arcobaleno di Marcus Pfister (Salani) e dell’orsetto Piuma di Hans de Beer (Nord Sud Edizioni). Due autori che, per così dire, mi sono quasi stufata di riassortire sono Francesco Pittau e Bernadette Gervais, prima con I contrari (Editrice Il Castoro), poi con la serie delle “schifezze”: Le cacche del coniglio, Le puzze dell’elefante, Le lacrime del coccodrillo, La pipì della zebra, Il moccio dell’ippopotamo (tutti editi dal Castoro). Molto successo hanno riscosso anche i pop-up, in particolare quelli di Robert Sabuda, di David Carter e I colori delle emozioni di Anna Llenas (Gribaudo). Altri titoli richiestissimi sono stati quelli della coppia Julia Donaldson e Axel Scheffler (editi in Italia da Emme Edizioni). Direi che in generale le classifiche dei titoli più venduti sul territorio sarzanese sono, complice l’arrivo di una libreria di catena, appannaggio di quelle nazionali, quelle dettate principalmente dalla grande distribuzione. A noi non è restato che occuparci con passione proprio di quei libri che non si trovano ovunque.

Concentrandoci allora sui libri meno commerciali a cui avete dato ampio spazio tra i vostri scaffali, quali avete più apprezzato e/o consigliato perché corrispondenti alla vostra idea di buona letteratura per l’infanzia (a prescindere dalle tendenze del mercato editoriale)?
Un libro che, appunto, non ha avuto fortuna in Italia ma che io ho trovato spassosissimo è L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud (Salani). Un titolo a cui teniamo molto, nonché best seller della libreria, è Due ali di Cristina Bellemo e Mariachiara di Giorgio (Topipittori). Abbiamo creduto fin dall’inizio alla bravura di Beatrice Alemagna, a cui fortunatamente ha dato credito anche il mercato, soprattutto negli ultimi anni. Siamo molto affezionate ai titoli di Torben Kuhlmann, alle sue grandi imprese per piccoli topi. E altri due autori che amiamo sempre proporre sono Tomi Ungerer e Ulf Stark.

Avete dei titoli preferiti nel nostro catalogo, di cui disponete interamente in quanto Casa dei topi?
V.C.: I miei sono sicuramente I cinque malfatti di Beatrice Alemagna, il libro che avrei avuto bisogno di leggere da bambina; Acerbo sarai tu di Silvia Vecchini e Francesco Chiacchio, le poesie che avrei voluto scrivere da adolescente; Rimanere sul sentiero di Elisabetta Tosoni ed Elisabetta Mitrovic, due amiche con cui condividere più di un punto di vista.

S.S.: Quello che in assoluto preferisco è il già citato Due ali, un albo poetico capace di commuovermi fino alle lacrime, poi il meraviglioso Le fate formiche di Shin Sun-Mi e Gli uccelli di Germano Zullo e Albertine, libro che mi ricorda di avere speranza in questo incerto presente.

Mi descrivete a grandi linee la clientela della libreria nei suoi trent’anni di attività?
Come dicevamo prima rispetto ai dati di vendita, la clientela è cambiata tantissimo nel corso del tempo, per ragioni diverse e non tutte chiaramente identificabili. Sicuramente la presenza di una libreria di catena a meno di 300 metri ha fatto sì che le persone si reindirizzassero a seconda delle esigenze: chi cerca articoli più commerciali difficilmente viene da noi, mentre chi desidera libri significativi per immagini e contenuti sa di poter soddisfare meglio da noi quest’esigenza (e perdonate lo snobismo, di cui un po’ ci vergogniamo). Negli ultimi anni sono cresciute esponenzialmente le vendite online e non siamo minimamente in grado di prevedere quale sarà la percentuale di mercato assorbita da queste. Una cosa certa, invece, è che se il lettore dei primi anni Duemila varcava la soglia della libreria in cerca di consiglio, oggi il cliente sembra sapere già quello che vuole (e guai a esprimerti, se non condividi le sue scelte!).

Per far fronte a simili difficoltà, sempre più librerie indipendenti organizzano gruppi di lettura o altre attività per richiamare clienti e costruire una comunità di riferimento. Vale anche per voi?
Proponiamo molte letture per bambini, ma non riusciamo a creare veri e propri gruppi di lettura. Sarzana è una città piena di anziani, molti dei quali non sono neanche diventati nonni.
In questo scenario difficile, cosa vi motiva a portare avanti il vostro lavoro con impegno e dedizione?
Per fortuna ci muovono l’entusiasmo e la speranza di lasciare qualche traccia nei bambini.
Cosa vi piace di più del mestiere di libraie e cosa invece sopportate di meno?
Ci piace studiare i cataloghi delle case editrici e aprire gli scatoloni delle novità, assaporando già quel momento magico in cui il libro giusto finirà tra le mani del lettore predestinato. Cosa sopportiamo meno? Le mode!
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Quale personaggio famoso (realmente esistito o inventato) vorreste varcasse la soglia della libreria? E quale libro gli/le consigliereste?
V.C.: Ho sempre desiderato parlare con Italo Calvino, e dato che di sogni parliamo, gli darei una bellissima raccolta di poesie dei bambini sarzanesi con le illustrazioni di Simona Mulazzani ed edita da Topipittori.
S.S.: Aspetto sempre che passi da noi Murakami, a cui consiglierei Gli uccelli.
Salutiamoci con un’ultima buona ragione che convinca lettori e lettrici del blog a venirvi presto a trovare nella vostra libreria a Sarzana.
Ci sono gli scrittori che scrivono le storie, gli illustratori che le animano, gli editori che le rendono disponibili. E poi ci siamo noi librai, che abbiamo il compito di proporre ai lettori la storia di cui hanno bisogno proprio in quel momento.
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