I libri ti scelgono e non sbagliano mai

Per il ciclo di interviste dedicato alle Case dei Topi, a cura di Beatrice Bosio, oggi parliamo con Laura Togni della libreria Fantasia di Bergamo. Qui trovate le altre interviste alle nostre librerie fiduciarie: libreria Castello di Carta di Vignola; libreria Controvento di Telese Terme; libreria Casa sullalbero di Arezzo; libreria Mutty di Castiglione delle Stiviere; libreria Piccoloblu di Rovereto; libreria MarcoPolo di Venezia; libreria Radice-labirinto di Carpi; Libreria Svoltastorie di Bari;  Libreria (e festival) Tuttestorie di Cagliari; Libreria GiraeVolta di Jesi; Libreria Momo di Ravenna; Libreria Gli anni in tasca di Pisa; Libreria Farfilò di Verona; Libreria degli Asinelli di Varese; Spazio Libri La Cornice di Cantù; La tana del Bianconiglio di Maerne di Martellago; La Pazienza Arti e Libri di Ferrara; Testolinee Libreria dei Ragazzi di Manduria; Libreria Aribac di Milano; 365 storie di Matera; Libreria Dudi di Palermo; Libreria Trame di Bologna; Libreria Punta alla Luna di Milano; Libreria Baobab di Porcia.
 
 
Mi racconti, in breve, la tua libreria?
 
L’idea di una libreria ha iniziato a farsi strada nella mia testa nel settembre del 2004, in uno di quei momenti della vita in cui sei chiamato a fare il punto della situazione. Dopo una laurea in Economia e Commercio e una quindicina di anni come responsabile amministrativa in diverse multinazionali, piccole e grandi, principalmente a Milano (nonostante io abbia sempre abitato a Bergamo), mi è venuto il ghiribizzo di dare vita a un’impresa mia, da immaginare come sarebbe piaciuta a me. La libreria è sempre stata un luogo affascinante, per me, in cui trascorrere volentieri gran parte del mio (poco) tempo libero. Ho pensato che partire da un luogo nel quale mi sentissi bene fosse un buon modo per riuscire nell’impresa, per questo ho scelto i libri e la libreria. Dato che, però, non avevo alcuna competenza in questo mercato, mi sono messa a studiare il mondo editoriale, cercando di capire quali fossero i meccanismi e gli attori coinvolti. Insomma, tutto quello che mi sarebbe servito per cominciare. A Bergamo c’erano diverse librerie, ma nessuna specializzata in editoria per l’infanzia, e così ho deciso di puntare su questo settore. Sapevo che un ruolo importante lo avrebbe giocato anche la posizione e volevo cercare in uno dei borghi storici di Bergamo, in particolare in quello che aveva fatto da sfondo alla mia giovinezza, Borgo Santa Caterina, un posto per me ricco di ricordi, di persone che si conoscono tra loro e con diverse scuole nelle vicinanze con cui poter stringere rapporti.
È proprio a Borgo Santa Caterina che il 10 settembre del 2005 Fantasia ha aperto le sue porte, accolta con calore ed entusiasmo dagli abitanti del quartiere. Come ho detto, la libreria è specializzata in editoria per l’infanzia, ma trattandosi, ai tempi, dell’unica in quella parte della città, ho capito di dover dedicare un piccolo scaffale anche ai libri per gli adulti.
Poco dopo l’apertura si è unita a me Franca Morelli e, dopo oltre vent’anni, siamo ancora noi due a portare avanti Fantasia. Franca si occupa della ricezione e della codifica dei libri, nonché della loro disposizione; io, invece, gestisco gli ordini, gli aspetti amministrativi, la progettazione di attività, i contatti e le relazioni con quelle realtà con cui è possibile collaborare e sviluppare progetti. Entrambe accogliamo e ci prendiamo cura dei clienti in negozio.
 
 
 
 
Come hai scelto il nome e il logo per la tua impresa e cosa significano per te?
 
Il nome “Fantasia” voleva e continua a essere un inno a quella facoltà propria della mente umana di creare immagini, situazioni e idee che possono anche non essere reali, ma non per questo sono meno potenti. Per me la fantasia è espressione di libertà: di pensare, raffigurare, leggere, interpretare.
Per quanto riguarda il logo, quello attuale è del 2021. Il primo lo avevo creato utilizzando Word un pomeriggio al computer: era colorato e riportava, oltre al nome, il sottotitolo “Il circolo dei piccoli lettori”. Col tempo le cose cambiano e le persone anche: le mie competenze si sono affinate e nel 2021 ho sentito l’esigenza di modificarlo. Oggi l’immagine di Fantasia mostra una chiocciola che esce dal libro e sta a suggerire a lettrici e lettori, quando entrano in libreria, di concedersi un po’ di lentezza. Infatti, per godersi al meglio un libro (qualsiasi esso sia) occorre mettere da parte la fretta, ritagliarsi del tempo per stimolare la fantasia, quel pensiero divergente che tanto ci piace. Nel nuovo logo manca il sottotitolo perché sempre di più, per invitare a un cambio di prospettiva, a un modo diverso di pensare, proponiamo albi illustrati e narrativa per l’infanzia anche a un pubblico adulto, Inoltre, negli anni abbiamo ampliato e diversificato la nostra selezione di libri per adulti, con proposte anche molto particolari.
 
 
Mi descriveresti il contesto in cui Fantasia si colloca, anche da un punto di vista culturale? E come mai questo Borgo è così ricco di ricordi per te?
 
Borgo Santa Caterina è uno dei cinque borghi storici di Bergamo Bassa, risale al 1390 e ha da sempre un’identità netta e ben definita. È formato da una via unica che sbuca in via Cesare Battisti, che a sua volta porta a una delle vie più suggestive per raggiungere la Città Alta. Proprio qui sorgono due musei molto importanti: la Pinacoteca dell’Accademia Carrara, con il suo patrimonio di opere che vanno dal Rinascimento al Barocco fino alla fine dell’Ottocento, e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMeC), che oltre a ospitare una notevole collezione permanente organizza mostre, retrospettive e interessanti percorsi di arte moderna. La nostra libreria collabora con entrambe le istituzioni. Insieme ad altre due realtà indipendenti, infatti, gestiamo il bookshop della GAMeC e, periodicamente, progettiamo iniziative che mettano in relazione le collezioni o le mostre con gli albi illustrati.
La via del Borgo è molto vivace anche dal punto di vista commerciale, sebbene negli ultimi anni ci sia stato, secondo me, un appiattimento dell’offerta. Se vent’anni fa c’erano solo botteghe tradizionali come il calzolaio, l’alimentari, l’argentiere e un negozio di abbigliamento artigianale, oggi la maggior parte degli esercizi sono bar, ristoranti, locali e moltissimi negozi di fast fashion che hanno, quindi, tutt’altra valenza. Tutto sommato, però, il Borgo continua a conservare il suo fascino di quartiere, ci si riconosce e saluta per strada e le scuole (specialmente le primarie) organizzano uscite per far conoscere agli alunni i diversi commercianti e rendere così la città più a misura di bambino.
 
 
 
Oltre alla GAMeC, con quali altre realtà del territorio collaborate e quali iniziative proponete?
 
Lavoriamo con scuole pubbliche e private, circoli, reti di quartiere e musei del territorio. A noi sta a cuore poter collaborare con quelle realtà che hanno un progetto chiaro e originale e cercano di proporre attività utili e interessanti. Oggigiorno sui social proliferano profili di persone e realtà che promuovono i libri, ma i contenuti sono spesso tutti molto simili. Da Fantasia ci impegniamo per offrire sempre qualcosa di nuovo: un nuovo sguardo, una nuova modalità. Ovviamente i protagonisti restano i libri, ma ogni volta tentiamo di farli vivere in maniera diversa, innovativa e stimolante. L’anno scorso, per esempio, su richiesta insistente di alcune clienti, ho avviato un book club per adulti e fin da subito ho deciso di arricchirlo proponendo una lettura bendata dell’inizio del libro scelto per il mese successivo. Il gruppo è aperto a nuovi partecipanti così come a nuove idee. Negli ultimi mesi, dato che il gruppo è cresciuto e la serata del book club è diventata quasi un’uscita tra amiche, mangiamo tutte insieme la pizza in libreria. Il gruppo di lettura non è la sola iniziativa per adulti. A partire dal 2020, infatti, avendo notato una certa “stanchezza” negli eventi dedicati ai bambini e alle bambine, abbiamo iniziato a organizzare più attività rivolte agli adulti, pensate come opportunità per loro di esplorare il mondo dell’editoria per l’infanzia, di conoscere meglio i libri (sia albi che narrativa), scoprirne le potenzialità e imparare a usarli per e con i bambini, come strumento per creare relazione e relazioni. Le attività che progettiamo sono vere e proprie esperienze con i libri, più che conferenze.
 
 
 
Come funziona la lettura bendata del book club?
 
Quella che propongo durante il book club è una lettura bendata un po’ anomala.
In genere la lettura bendata consiste nel leggere ad alta voce una trentina di pagine (non l’inizio) di un libro a un pubblico che non lo conosce e che ascolta a occhi chiusi. In questo modo è più facile concentrarsi sulla voce di chi legge e immergersi nella storia – come davanti a uno schermo, ma senza che lo schermo ci sia.
Nella lettura bendata del nostro book club, invece, leggo alle partecipanti i primi capitoli del libro che ha ricevuto più voti tra quelli proposti per il mese successivo (solo io conosco gli esiti delle votazioni) che poi mostro a tutte.
 
Quali libri avete letto col book club? Vi state facendo guidare da un tema nella scelta o le partecipanti possono proporre liberamente?
 
Il nostro book club si riunisce una volta al mese e non segue alcuna particolare tematica. All’inizio ero io a scegliere il libro per l’incontro successivo, poi ho proposto che fossero i partecipanti, a turno, a sceglierlo. Al momento io seleziono tre titoli e le partecipanti comunicano a me in segreto la loro preferenza, di modo che il titolo più votato rimanga segreto fino al momento della lettura bendata. Cerchiamo comunque sempre di spaziare. Questo mese, non essendoci trovate a dicembre, abbiamo letto due libri: La casa che attende la notte di Clara Sánchez (Garzanti) e Nirvana di Tommy Wieringa (Iperborea). Lo scorso anno il libro che ha scatenato il dibattito più acceso è stato Il giorno dell’ape di Paul Murray (Einaudi).
È un bel gruppo di lettura e sono felice che stia pian piano crescendo, a dimostrazione del fatto che per le cose belle occorre avere pazienza.
 
    
 
Come scegli i titoli che tenete da Fantasia?
 
Negli anni è cambiato il mio modo di selezionare i libri. All’inizio tentavo di avere un po’ di tutto: vuoi per inesperienza, vuoi perché speravo così di soddisfare il maggior numero possibile di clienti. Col tempo, però, ho capito che se volevo attirare persone in una zona della città non proprio centrale e convincerle a varcare la soglia della libreria, dovevo dare una connotazione più specifica all’assortimento di titoli. Altrimenti, perché mai le persone sarebbero dovute venire fino da Fantasia, dove non ci sono parcheggi, quando possono trovare i libri, con tanto di sconto, perfino nei supermercati? La risposta è arrivata approfondendo la mia conoscenza dell’editoria e della letteratura ragazzi: avrei dovuto puntare su un’offerta di albi illustrati di qualità. Gli albi che finiscono sugli scaffali di Fantasia sono scelti prima di tutto per le illustrazioni, che devono soddisfare una certa estetica, devono essere particolari, non banali. Una volta superato questo esame, si passa al testo, che dev’essere interessante e fondersi in maniera armonica con la parte visiva. Prediligo i testi ambigui, un po’ misteriosi: in altre parole, se di un libro non capisco tutto alla prima lettura, ha buone probabilità di essere scelto. Così non si può certo dire che un libro si legge una volta e poi è finita lì. Lo stesso discorso vale per i titoli di narrativa: ricerco trame complesse, non scontate. Penso che il rispetto che le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi si meritano si riscontri anche nella scelta dei libri per loro. Da Fantasia non tengo più molti libri mass market e privilegio le pubblicazioni di piccoli editori che sperimentano e hanno una forte identità.
 
 
Puoi farmi l’esempio di alcuni libri che hai deciso di mettere a scaffale perché di lettura non immediata?
 
Per quanto riguarda gli albi, direi I tre porcellini di David Wiesner (Orecchio Acerbo), Voci nel parco di Anthony Browne (Camelozampa), Storia dell’arte di Paul Cox (Topipittori), Incanto di Alessandro Sanna e Giusi Quarenghi (Lapis); per la narrativa i libri di David Almond come Skellig (Salani), o quelli di Bernard Friot come Il mio mondo a testa in giù (Il Castoro), o quelli di Ulf Stark pubblicati in Italia da Iperborea.
 
 
 
  
 
E sei in grado di dirmi quali titoli hanno venduto di più da Fantasia nel corso della sua storia?
 
Ho appena verificato e i dati sono molto interessanti. Tra gli albi più venduti in questi vent’anni ci sono L’uccellino fa... di Soledad Bravi (Babalibri), Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme di Bruno Tognolini e Pia Valentinis (Il Castoro) e Il grande libro dei pisolini di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani (Topipittori). Per quanto riguarda i titoli di narrativa, si contendono il primo posto La luna è dei lupi di Giuseppe Festa (Salani) e Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando (Rizzoli), poi Sei Stato tu? La Costituzione attraverso le domande dei bambini di Gherardo Colombo e Anna Sarfatti (Salani).
 
  
 
  
 
Cosa possono raccontarci questi dati di Fantasia e delle persone che la frequentano?
 
In genere sono orgogliosa delle mie classifiche perché riflettono un pubblico di lettori e lettrici non convenzionale, alla ricerca di storie non banali, da elaborare e interpretare secondo più livelli di lettura. Il lato più interessante del lavoro di libraia è proprio questo: suggerire libri che non si immagina possano esistere e mostrare quanto hanno da raccontare. Nella maggior parte dei casi i clienti entrano in libreria con in mente un libro mass market ed escono con uno totalmente diverso. Ma la cosa più strabiliante è vedere come, di fronte a un libro impensato, ai loro occhi si spalanchi un mondo nuovo. Certo, non sempre ciò accade. Occorre che il cliente si fidi, che sia aperto all’ascolto e al confronto. Questo vale anche, e soprattutto, con i libri per piccolissimi. Quando, per esempio, un adulto mi chiede un libro sonoro con i versi degli animali e poi compra L’uccellino fa... è una vera soddisfazione, perché significa che sono riuscita a fargli capire che il libro, specialmente se rivolto a un bambino, è prima di tutto strumento di relazione. Un’altra cosa che mi gratifica molto è riuscire a vendere un libro non cartonato per la fascia 0-3 anni: quando convinco un adulto a fare quel passo, è molto probabile che il suo viaggio nel mondo della letteratura per l’infanzia prosegua, con grande vantaggio per quel bambino o quella bambina a cui i libri acquistati sono destinati.
 
 
Ci sono dei titoli del catalogo Topipittori a cui sei particolarmente affezionata?
 
La storia vera di Sergio Ruzzier è in assoluto il mio preferito, seguito da Dentro me di Alex Cousseau e Kitty Crowther e Storia piccola di Cristina Bellemo e Alicia Baladan.
 
E cosa ti colpisce particolarmente di questi?
 
La storia vera rispecchia esattamente la mia idea di ciò che un libro, non solo per gli adulti, ma anche (e soprattutto) per i bambini, dev’essere: sorprendente.
Dentro me è un libro poliedrico, con un testo e delle illustrazioni che si prestano a innumerevoli livelli di lettura. Ogni volta che lo apro e lo sfoglio, mi svela un nuovo pezzetto di sé (e quindi di me) in grado di meravigliarmi. In più, pur essendo un libro che tocca temi importanti, le immagini sono luminose, gli sfondi chiari, e questo è un aspetto da non sottovalutare, perché lo contraddistingue da tanti altri albi simili nei temi, ma dai colori più cupi e, in un certo senso, meno efficaci.
Infine, Storia piccola secondo me è la celebrazione di quel rispetto che qualsiasi genitore dovrebbe nutrire nei confronti dei propri figli. L’ho sentito molto nelle mie corde fin dalla prima lettura.
 
  
 
Mi parli un po’ della clientela di Fantasia?
 
In linea con le statistiche nazionali, abbiamo una maggioranza di lettrici: mamme, nonne, zie, insegnanti ed educatrici. Queste ultime, in particolare, ci scelgono per l’offerta super qualificata in materia di albi illustrati. Sanno che da Fantasia possono trovare (quasi) sempre una risposta alle loro richieste didattiche ed educative. Chiaramente si tratta di insegnanti ed educatrici che lavorano fuori dagli schemi, che sanno accogliere suggerimenti poco ordinari e trasformarli in progetti bellissimi, una volta in classe. Ultimamente, proprio pensando a loro, abbiamo organizzato giornate di formazione con ospiti molto competenti e attive sui social, come Antonella Capetti, Enrica Buccarella e, a fine febbraio, Antonella Ranieri. Mi stupisce che ogni volta, in queste occasioni, ci raggiungano persone anche da molto lontano.
 
 
 
Un’altra fetta di clientela è costituita da genitori o parenti che cercano libri per bambine e bambini presenti in famiglia. Alcuni hanno iniziato a frequentare Fantasia all’arrivo nella loro vita di un neonato, scegliendoci come punto di riferimento per quella bella e lunga avventura che è la lettura condivisa. Anche in questo caso ci sono stati significativi cambiamenti nel corso del tempo. Se fino a dieci anni fa “perdevamo” i lettori verso i dieci anni (nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado), ora accade già intorno ai sei o sette anni. I lettori, purtroppo, diminuiscono a vista d’occhio, quotidianamente. E non credo sia solo per una questione di costi o comodità.
A ogni modo, con i clienti più familiari in genere instauriamo un ottimo rapporto: all’inizio si lasciano guidare da noi nell’esplorazione del mondo dell’editoria per l’infanzia, poi, a poco a poco, cerchiamo di fornire loro strumenti per essere autonomi nella scelta. Sono convinta che il lavoro del libraio, oggi più che mai, consista nel riuscire a educare lettori consapevoli, autonomi, che sappiano scegliere senza seguire ciecamente le tendenze del mercato o dei social.
La nostra soddisfazione più grande è veder tornare in libreria quelli che vent’anni fa erano bambini, ormai adulti fatti e finiti, magari addirittura genitori, e che serbano un bel ricordo del tempo trascorso durante l’infanzia tra le mura di Fantasia.
 
 
Quali altri cambiamenti legati a voi e alla libreria si sono verificati nel corso di questi oltre vent’anni?
 
Nella nostra offerta, accanto ai libri abbiamo introdotto una selezione di giochi e articoli di cartoleria, sempre molto curata sia per qualità e varietà. Ci siamo rese conto di avere un pubblico molto creativo e cerchiamo allora di promuovere bei giochi, adatti a tutte le fasce di età (dagli 0 ai 99 anni) e perfetti da fare insieme.
Per il resto, direi che siamo cambiate adeguandoci ai cambiamenti che, più in generale, sono avvenuti nel campo dell’editoria per l’infanzia: quando abbiamo aperto, lo scenario era molto diverso. I piccoli editori indipendenti erano decisamente meno, mentre ora c’è un’ampia varietà di pubblicazioni, stili e argomenti tra cui scegliere. Ci siamo formate a una nuova e crescente sensibilità nei confronti della letteratura per l’infanzia e, a nostra volta, abbiamo formato il pubblico proponendo loro molte più attività.
 
 
Cosa ti piace di più del tuo lavoro e cosa proprio non sopporti? E ti è utile l’esperienza come responsabile amministrativa in multinazionali?
 
Mi piace mettere il naso nei libri e nei cataloghi; pensare ad attività e progetti da sviluppare insieme a insegnanti, formatori e tutti quelli che si affidano alla nostra conoscenza degli albi per dare corpo a un’idea; relazionarmi con le persone che sono in cerca di stimoli diversi e che, proprio per questo, varcano la soglia di Fantasia; studiare e approfondire tutto ciò che riguarda la letteratura per l’infanzia; scandagliare il web alla ricerca di nuove suggestioni e proposte in campo librario. Questa è la parte del lavoro che amo di più, ma alla quale, ahimé, riesco a dedicarmi meno. Come immagino ti diranno parecchie mie colleghe e colleghi, ci sono molti problemi pratici e burocratici che portano via tanto tempo. Per un contenimento dei costi, mi occupo a 360° della gestione della libreria: amministrazione, contabilità, comunicazione social, adempimenti fiscali e gestionali, shop on-line. Tutto questo mi impegna per la maggior parte del tempo lavorativo.
La cosa che sopporto di meno è la comunicazione sui social per promuovere la libreria. Sono convinta della sua importanza, specialmente oggigiorno, ma è un vero e proprio lavoro che richiede competenze specifiche e costante aggiornamento, oltre che un sacco di tempo. L’algoritmo mi perseguita e sto cercando di scendere a patti con lui: d’altronde, non sono una tuttologa. Anche la gestione dello shop on-line mi pesa, perché ormai è una vetrina molto visitata e, quindi, va curata tanto quanto quella su strada. Mi fa piacere il fatto che molti nostri clienti consultino lo shop on-line, ma poi, per l’acquisto, preferiscano la libreria e il contatto umano.
Potermi occupare a tutto tondo della gestione della libreria come esercizio commerciale deriva sicuramente dalla mia formazione universitaria e dalle precedenti esperienze lavorative, ma non so se sia un gran vantaggio (per il mio divertimento, intendo).
 
 
Un’ultima buona ragione che convinca i lettori e le lettrici del blog a venire presto a trovarti da Fantasia.
 
Dopo una visita alla Città Alta, che è bellissima, si può scendere e passeggiare per Borgo Santa Caterina, dove si trova Fantasia, un luogo dove immergersi fra le pagine e dove sono i libri a scegliere i lettori e, incredibile a dirsi, non sbagliano mai. Noi libraie ci limitiamo a fare in modo che questo incontro avvenga nell’atmosfera migliore. Non occorre molto: curiosità e voglia di lasciarsi guidare dalle proprie emozioni. Il resto, appunto, lo fanno i libri sugli scaffali.