L'arte di accogliere

Per il ciclo di interviste dedicato alle Case dei Topi, a cura di Beatrice Bosio, oggi riportiamo larticolo di benvenuto alle librerie Lo Stregatto di Locarno e Leggiamo di Fanano, con le rispettive interviste, pubblicato sul Quarantotto N.7 dellottobre 2024. Qui trovate le altre interviste alle nostre librerie fiduciarie: libreria Fantasia di Bergamo; libreria Castello di Carta di Vignola; libreria Controvento di Telese Terme; libreria Casa sullalbero di Arezzo; libreria Mutty di Castiglione delle Stiviere; libreria Piccoloblu di Rovereto; libreria MarcoPolo di Venezia; libreria Radice-labirinto di Carpi; Libreria Svoltastorie di Bari;  Libreria (e festival) Tuttestorie di Cagliari; Libreria GiraeVolta di Jesi; Libreria Momo di Ravenna; Libreria Gli anni in tasca di Pisa; Libreria Farfilò di Verona; Libreria degli Asinelli di Varese; Spazio Libri La Cornice di Cantù; La tana del Bianconiglio di Maerne di Martellago; La Pazienza Arti e Libri di Ferrara; Testolinee Libreria dei Ragazzi di Manduria; Libreria Aribac di Milano; 365 storie di Matera; Libreria Dudi di Palermo; Libreria Trame di Bologna; Libreria Punta alla Luna di Milano; Libreria Baobab di Porcia.
 
 
In un Paese che fatica a comprendere l’importanza della cultura per il proprio sviluppo e benessere, che manca di una visione politica in tal senso, come dimostrano i tagli apportati dalla finanziaria approvata dall’attuale governo, l’impresa già difficile di gestire una libreria indipendente assume sempre più le sembianze di una lotta per la sopravvivenza. In particolare, quest’anno, librai e libraie hanno dovuto far fronte, insieme alla crisi economica e al rincaro degli affitti, alla perdita di entrate derivanti dalle forniture alle biblioteche di zona attraverso il fondo noto come Decreto Franceschini, alla riduzione del finanziamento della Tax Credit e all’abolizione della 18app. Non tutti ce l’hanno fatta. Se da un lato c’è chi con slancio e inventiva ha trovato il modo di cavarsela, dall’altro c’è chi, non supportato dalle stesse possibilità, è stato costretto a chiudere i battenti. Tra questi, ci sono le Case dei Topi di Mendrisio e Forlì, rispettivamente Spazio Toc Toc e Marmo. Libreria d’arte contemporanea.
La chiusura di una libreria indipendente costituisce per i lettori e i cittadini del territorio una perdita grave: è la scomparsa di un presidio sociale e culturale, di un luogo generatore di comunità, di una proposta di contenuti, scenari e possibilità di valore inestimabile per il futuro.
Il progetto delle Case dei Topi, nato nel 2021 insieme alla rivista Quarantotto,  si propone di valorizzare e facilitare il lavoro di queste librerie, perciò ha deciso di rispondere a queste perdite accogliendo due nuovi soggetti.
 
 
Così, mentre, a malincuore, salutiamo e ringraziamo Spazio Toc Toc e Marmo, festeggiamo l’ingresso di Lo Stregatto di Locarno e Leggiamo di Fanano, che vi presentiamo qui, insieme alle titolari, Daniela Lehmann e Rita Nicotera.
 
 
Nella città vecchia di Locarno, in via San Francesco 7, un edificio risalente agli anni Venti ospita ormai da dieci anni Lo Stregatto, libreria specializzata in letteratura per bambini e ragazzi fino ai 18 anni, che ha a scaffale circa 6000 titoli in multi copia e occupa un posto speciale nel cuore di molti, famiglie e insegnanti del luogo, ma anche turisti in visita.
 
 
«Locarno è una cittadina a misura d’uomo caratteristica del Canton Ticino, ci si conosce quasi tutti; si affaccia sul lago e questo fa sì che si abbia sempre come l’impressione di essere un po’ in vacanza; è meta turistica, specialmente d’estate, quando numerose iniziative la animano. Il Ticino è vivace, ci si dà da fare». Così Daniela, proprietaria dello Stregatto, descrive il contesto geografico e culturale in cui opera. Originaria del posto, è affezionata al quartiere della città vecchia che ha frequentato da ragazza, quando lavorava part-time in un negozio di giochi da tavolo (che da poco ha rilevato) a pochi minuti dall’attuale libreria.
 
 
Daniela ha due due passioni: i giochi di società e di ruolo, e i libri per bambini. Ai primi si è appassionata da piccola - complice il fratello maggiore “nerd” - alla letteratura per l’infanzia, e in particolare agli albi illustrati, si è avvicinata da grande, dopo la rinuncia alla carriera universitaria in Lettere a favore di un apprendistato di due anni per diventare libraia. All’innamoramento per i libri a figure non ha opposto resistenza: maturata la decisione di aprire una libreria, non ha avuto dubbi sul settore editoriale a cui dedicarsi a tempo pieno.
 
 
«In questi dieci anni di Stregatto ho imparato ad aprirmi, a vincere la mia timidezza e a voler bene alle persone» racconta. Come ripete ai suoi stagisti, «amare i libri è condizione necessaria, ma non sufficiente per essere buoni librai: occorre avere a cuore la relazione con le persone». Gestire una libreria significa accogliere i clienti, metterli a proprio agio, comprenderne i gusti e i bisogni, guidarli nella scelta, ascoltarne le confidenze: «C’è chi mi chiede un titolo per affrontare un lutto, un divorzio o una paura». Per Daniela il contatto umano e la crescita personale sono ciò che di più prezioso ha da offrire il mestiere di libraio, aspetti che ricerca anche nella gestione del negozio di giochi e modellismo. Sebbene le clientele siano diverse - chi va in un negozio di giochi spesso sa già cosa vuole, mentre chi entra in libreria è in cerca di suggerimenti -, Daniela desidera che entrambi i negozi siano punti di riferimento per il territorio, luoghi di incontro e scambio, spazi di confronto e condivisione, di amicizie e alleanze. «Nel negozio di giochi ragiono e mi comporto da libraia dello Stregatto: adotto un approccio personale, offro consulenza, cerco di conquistare la fiducia degli acquirenti e provo a trasmettere la mia dedizione per il lavoro».
 
 
Come nuova Casa dei Topi, Daniela si dichiara felice dell’opportunità di approfondire la conoscenza di una casa editrice che ammira, di ristudiarne il catalogo, di poter esporre non solo le novità, ma anche libri meno recenti, veri e propri gioielli senza tempo, in barba alla legge secondo cui “il nuovo vende di più”. Spera anche che l’appartenenza a una rete di librerie sparse in tutta Italia la faccia sentire meno isolata, condizione inevitabile, trovandosi in Svizzera: «Mi auguro che lo Stregatto possa finalmente oltrepassare i confini, affiancandosi a librerie che costituiscono l’eccellenza nel panorama italiano, contribuendo ad arricchirne la varietà di esperienze e punti di vista».
 
 
Di più recente apertura è Leggiamo. Libri in cerca di lettori, libreria specializzata in letteratura per l’infanzia, inaugurata nell’estate del 2021 in via S. Francesco 5/7, a Fanano, piccolo borgo dell’Appennino Modenese, come «dono di restituzione alla comunità e a tutto il territorio».
 
 
La fondatrice, Rita Nicotera, ci racconta la sua storia, definendo la libreria come l’esito di un radicale cambiamento di vita. Alla nascita del terzo figlio, infatti, dopo venticinque anni di lavoro in ambito commerciale, Rita abbandona la carriera di manager per dedicarsi in modo attivo all’immaginario dell’infanzia, per cui nutre da sempre un vivo interesse. Frequenta un corso di Letteratura per l’Infanzia presso l’Università di Bologna, dove incontra la professoressa Milena Bernardi. Forte dei suoi insegnamenti appassionati e preziosi, Rita investe la sua liquidazione nell’acquisto di uno spazio a Fanano, dove ha una seconda casa e a cui è sentimentalmente legata. Nasce così la sua libreria, frutto di un progetto studiato a lungo, a partire dal nome e dal logo: «‘Leggiamo’ è un verbo di azione, allude a un fare che collega mente, cuore e mani. Imprescindibile per me, infatti, è la fisicità della libreria come spazio, del libro come oggetto e della lettura come esperienza. In un’epoca in cui si può acquistare tutto online, le persone devono riscoprire il piacere dell’esperienza fisica che un negozio offre. Chi entra da noi è accolto dalla musica, può sostare e rilassarsi sulle poltroncine, ritrova materiali in sintonia col territorio – legno pietra -, ed è circondato dal verde – pareti e scaffali sono verdi, e verdi i boschi dell’Appennino».
 
 
 
Cruciale è la figura del libraio, il cui compito, secondo Rita, è «portarti dove non andresti, assisterti in una scelta che è libera – il libro non è un acquisto di prima necessità, e per questo più complesso: l’esercizio di scelta è fondamentale nel processo di crescita di un bambino».
 
 
 
«‘Leggiamo’ può intendersi come comando – quindi un imperativo -, ma anche come azione svolta nel presente, e come invito per il futuro. ‘Leggiamo’ è prima persona plurale, perché la lettura non è un atto individuale, ma collettivo, in cui si riconosce una comunità. È una parola infinita, inclusiva, che indica un numero illimitato di soggetti. Nel logo, invece, sono nascoste le iniziali dei miei tre figli, perché la libreria è un omaggio a loro. Come molti esercizi commerciali di un tempo è portatrice di una storia famigliare».
 
 
Aperta durante le vacanze natalizie, pasquali ed estive, mentre nel resto dell’anno solo da venerdì a domenica o su appuntamento, Leggiamo si pone una duplice missione: aumentare il consumo di libri e ideare, realizzare e diffondere esperienze di incontro con essi. Per questo, Rita collabora attivamente con scuole, biblioteche, organizzazioni e associazioni del territorio, grazie a un lavoro di dialogo e mediazione continua con l’amministrazione comunale.
 
 
 
Entrando a far parte delle Case dei Topi, Rita spera di rafforzare l’identità della libreria come riferimento per la comunità educante locale. Vorrebbe anche confrontarsi con colleghi e colleghe con storie e percorsi differenti dai suoi, e al contempo essere per loro una risorsa dal punto di vista commerciale, offrendo una prospettiva più imprenditoriale.