E sulle mani il cielo

Oggi condividiamo il terzo e ultimo contributo sulla fine della scuola. L’insegnante Monica Bisi, riprendendo i versi di Alice Orecchio pubblicati sul blog settimana scorsa, ci racconta “Diario delle nuvole”, un progetto che è stato realizzato nella sua scuola, dall’Infanzia alla Secondaria di primo grado, in collaborazione con una Residenza per anziani.

Per leggere i contributi precedenti, trovate qui l’articolo di Alice Orecchio e Letizia Soriano, qui quello di Michele Longo.

[di Monica Bisi]

Dov’è finita tutta quella vostra
enorme piccolezza?
Forse barattata come i sassi in cortile
un pezzetto alla volta
per il trionfo di una capriola
la lingua sciolta
su quella nuova parola
un dente nuovo di zecca
una tacca più alta sul muro
quel gesto di versare dalla brocca
che si è fatto più sicuro
Forse dimenticata tra le grucce all’ingresso
il giorno che il vostro stesso nome
dalla sua brava etichetta
vi è balzato addosso,
come un cucciolo di cane
fa le feste al padrone
(che ogni parola scritta
è un oscuro arabesco
fino al giorno in cui esclamate:
“Ma sì che lo riconosco!”)
Forse si è solo fatta piccola
com’è destino di tutte le piccolezze
per far posto a zaini grandi,
a gambe lunghe,
a tutte le vostre prodezze
Si è fatta piccola
perché noi
la si riesca a conservare
nel palmo della mano

quando la lascerete andare

Alice Orecchio

Chissà poi dove va l’infanzia. Dove vanno a finire i bambini?
Noi maestri forse dovremmo saperlo, dal momento che trascorriamo con loro tantissimo tempo.
Li vediamo arrivare in classe prima, così piccoli, sorridenti, o un po’ spaventati, con il naso che cola, occhi grandi attenti e curiosi.
Ti abbracciano le gambe, perché più su non arrivano ancora. E li vediamo uscire dalla classe quinta come giganti.
 
Manco per sogno, Beatrice Alemagna, Topipittori 2021.
 
E quei piccoli che abbiamo accolto in prima? Che fine hanno fatto?
I cinque anni della scuola primaria sono una gran rivoluzione.
In gioco c’è la conquista della parola, pensata, scritta e pronunciata, le vittorie e talvolta le sconfitte, la scoperta di sé e del mondo, la quotidianità, i riti, la condivisione di tempi, spazi, giochi, progetti, viaggi, le amicizie e gli amori grandi.
Ma soprattutto, ci sono loro.
I bambini.
Dunque?
 
In una famiglia di topi, Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani, Topipittori 2016.
 
Io credo che non vadano mai via.
 
Quest’anno abbiamo realizzato un progetto in verticale dalla scuola dell’Infanzia alla Secondaria di primo grado ed abbiamo collaborato con una Residenza per anziani vicina alla nostra scuola. Lo abbiamo nominato “Diario delle nuvole”.
Io credo che la cosa più importante emersa da questo percorso sia proprio il permanere dell’infanzia.
Gli anziani hanno narrato le loro storie, i loro ricordi, ed è riemersa la loro epoca bambina con toni vivi e coloratissimi. Ma soprattutto avevano un gran desiderio di giocare, divertirsi, cantare, ballare, emozionarsi.
Lo sguardo non era rivolto al passato, ma al presente. A vivere quell’attimo di festa che da solo bastava per essere felici.
Io trovo lo stesso identico atteggiamento nei bambini.
 
La zuppa Lepron, Giovanna Zoboli, Mariachiara Di Giorgio, Topipittori 2022.
 
Al termine del percorso abbiamo ospitato a scuola Hans Hermans e Giusi Quarenghi. Con loro e con i ragazzi della classe terza Primaria e delle tre classi della Secondaria di primo grado, abbiamo parlato di ricordi come nuvole.
Hans ha proposto ai piccoli di creare un cielo con nuvole impresse e Giusi ha suggerito di raccogliere le parole “Guardo in su e…” e di scrivere.
 
“Guardo in su e… piango” ha scritto un bambino. Un altro bambino invece ha scritto: “Guardo in su e vedo i miei ricordi”. Ed è in un attimo tornato il suo paese di origine: il Perù.
 
 
In un secondo momento, Hans ha invitato i ragazzi della secondaria a creare un proprio autoritratto senza mai staccare il pennarello dal foglio. Si è neonati, bambini, ragazzi, adulti, anziani… la linea non si ferma mai.
“Pensaci. È un privilegio dire…” questo l’incipit di scrittura lanciato da Giusi.
 
“Pensaci. E’ un privilegio dire io chi sono?” ha scritto uno dei ragazzi.
 
 
 
Sta per finire la scuola.
 
Abbiamo discusso in cerchio su come custodire le nuvole ed abbiamo scritto sul nostro “Diario delle nuvole” le nostre idee.
 
 
Poi ho proposto ai miei alunni di ritrarre le nuvole, osservandole in giardino.
Abbiamo utilizzato i gessi colorati.
Com’erano veloci quelle nuvole. In un momento c’era un cagnolino, un cuore, un drago, un bambino, il momento dopo non si vedevano più.
Ma poi ci siamo guardati le mani ed erano azzurre.
“E sulle mani il cielo” ha d’improvviso esclamato Andrea.
Ed era tutto lì.
 
 
 
 
Per finire, ecco il pensiero di un alunno di classe quinta.