Silenziose liberazioni

[di Armando Lanotte*]

Tutto è nato otto anni fa da un incontro con un silent book: ‘45 di Maurizio Quarello, edizioni Orecchioacerbo.

Come insegnante per il sostegno in una scuola secondaria di primo grado di Milano, ero alla ricerca di uno strumento per ‘agganciare’ e lavorare con un alunno fragile (spettro autistico a ‘medio funzionamento’ e altre voci ICF, ovvero Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) con il quale molte strategie e strumenti, anche alla scuola primaria, non avevano avuto molto successo.

Per G., chiamerò da ora in avanti l’alunno, lo stare in classe e seguire le lezioni era estremamente faticoso quanto improduttivo, così in accordo coi colleghi delle varie materie, gli proposi saltuariamente di esplorare insieme questo strano libro senza parole e dialoghi in un’aula della scuola dedicata a momenti di silenzio e lavoro individuale o di piccoli gruppi.

Se dopo poche pagine di vari libri spiritosi, illustrati e più o meno semplificati che gli erano stati proposti G. si stancava e riprendevano i suoi rituali di scarico della tensione e attività manuali di manipolazione, con il silent book ‘45 il coinvolgimento fu da subito totale, tanto che risultava difficile staccarlo dalla sua lettura e rilettura ad ogni appuntamento. L'immersione e l’esplorazione di un libro/storia nel quale non c’è un testo da comprendere, ma delle immagini da vivere, interpretare o anche semplicemente osservare e in assenza del dicotomico giusto/sbagliato, ha probabilmente contribuito a rendere così affascinante e coinvolgente questi appuntamenti per G. Al ritorno in classe, poi risultava più calmo e disponibile all’ascolto e alla interazione con docenti e compagni.

Una volta terminata la lettura/esplorazione del volume, si presentarono due possibilità: una prima era cambiare silent book e passare a un altro volume, e una seconda poteva essere quella di trovare altri modi di stare e lavorare sullo stesso: senza alcun dubbio G. intendeva rimanere su ‘45 così gli proposi di provare a scrivere lui le didascalie e i dialoghi che riteneva adatti per quelle splendide illustrazioni. L’entusiasmo di G. per una attività chiaramente finalizzata e raggiungibile con obiettivi ben definiti lasciò me e molti colleghi insegnanti sbalorditi, ma la parte davvero sorprendente fu quanto potemmo realizzare nelle settimane successive.

Se inizialmente la scrittura di dialoghi e didascalie fu con carta e penna, concordammo poi con G. di rivedere il testo e trascriverlo tutto su un pc. Una volta completata la scrittura a video il testo venne stampato e nuovamente riletto e corretto da G. con una supervisione e una valutazione dalla collega di Italiano mentre il collega di Tecnologia ebbe modo di valutarlo sulle competenze digitali. Essendo in una terza, a fine anno ci sarebbe stato l’esame di stato così proposi al consiglio di classe e a G. di fare un ulteriore passo: creare una powerpoint digitale e presentare il lavoro ai compagni, nonché utilizzare il lavoro stesso in sede di esame.

A qual punto G. chiese di poter inserire nella presentazione il disegno di una cascina dei partigiani illustrata nel libro, rielaborandola con una programma di disegno architettonico disponibile per gli alunni della scuola e di disegnarla anche con il suo gioco elettronico preferito, Minecraft. Quella che doveva essere una lettura si stava trasformando in un lavoro continuativo e molto articolato, al quale si aggiunse anche una precisa e dettagliata ‘mappatura’ sul programma Tour Builder oggi dismesso da Google con l’inserimento di parti descrittive create da G.

Il risultato finale fu una presentazione alla classe nella quale G. trovò modo di relazionarsi a compagni e docenti in un modo inedito; tutto ciò acquisendo sicurezza e autostima nel ‘riuscire’ a leggere un libro senza abbandonarlo dopo poche pagine essendo realizzato con un linguaggio analogico visivo per lui molto più stimolante e accessibile.

A partire da quell’esperienza il mio interesse per i silent book e per gli albi illustrati - con dominanza di immagini rispetto alla parte testuale - si è accresciuto attraverso l’acquisto e la conoscenza di ‘tutti’ i volumi che man mano riuscivo a trovare in commercio, nelle biblioteche e confrontandomi con esperti del settore, con autori ed illustratori. Ho inoltre esteso il mio lavoro di ricerca inserendolo in un capitolo della tesi di laurea per il TFA (Tirocinio Formativo Attivo conseguito presso l’Università Cattolica di Milano), proponendo l’esperienza in convegni di Analisi Transazionale (psicologi, psicoterapeuti, educatori, psichiatri; Esperienze in una Scuola) e Gestalt Esperienziale (counsellor, insegnanti, psicologi, educatori; Come si modifica il Ciclo di Contatto?) e, infine, nella tesi di laurea in Psicologia Cognitivo Comportamentale (I Silent Books come strumenti analogici proiettivi altamente inclusivi). Con alcuni colleghi psicologi abbiamo realizzato ricerche riflettendo sull’impatto e le ricadute di una lettura ‘curativa-terapeutica’ congiunta genitore-figlio di silent book e con le Carte Dixit con tempi e modi inediti e oggi poco/non più praticati per ritmi e impegni sempre più aggressivi.

Con mia moglie, Giada Mereu, insegnante di primaria e musicista, abbiamo creato un file di ‘catalogazione’ di molti volumi così da facilitarne la conoscenza e scelta, inizialmente per colleghi insegnanti di primaria e secondaria, ma successivamente per chiunque ne debba/voglia utilizzare alcuni. Nel file i libri sono divisi per tematiche segnalate da un colore (empatia, attaccamento, guerra/migrazioni/terrore, morte, diversità, limiti/confine/bordo, emozioni…). In collaborazione con Nati per leggere, Ibby International e delle Biblioteche Sormani e Calvairate di Milano stiamo pensando a come renderlo pubblico.

Attualmente teniamo laboratori con bambini e famiglie con l’uso di silent book, incontri per L2 (si intendono incontri con insegnati e volontari che insegnano la lingua italiana a stranieri o che fanno ripetizioni a NAI, Neo Arrivati in Italia, ma anche a BES, ragazzi e persone con Bisogni Educativi Speciali), con fondazioni e associazioni proprio per rimuovere/abbattere lo scoglio della lingua accedendo a una storia a quel punto condivisibile. Da qualche anno, inoltre, nell’idea di far conoscere e diffondere sempre più la conoscenza e l’uso di questi supporti, partecipiamo a maggio a un festival della cultura a Soave in provincia di Verona dove ci viene offerto uno spazio dove esporre, presentare e discutere decine di volumi messi a disposizione da moltissime case editrici. Scoprire lo stupore e la meraviglia di tanti bambini, genitori, insegnanti e operatori che non conoscono i silent book e li scoprono anche grazie al nostro impegno, è qualcosa di davvero bello sapendo, come genitori di un ragazzo di tredici anni e di uno di 11 mesi, quanto arricchente e avvincente possa essere addentrarsi ed esplorare questi libri con giovani e giovanissimi lettori.

Nel quotidiano, abbiamo creato dei profili social su Facebook e Instagram dove postiamo ricerche, riflessioni, date e appuntamenti per laboratori, recensioni di volumi e molto altro ancora, entrambi sono a nome Libri Silenziosi Milano.

Infine, molti sono i progetti ai quali stiamo lavorando e in programma per i prossimi mesi.

*Armando Lanotte, insegnante per il sostegno a tempo indeterminato in una scuola secondaria di primo grado di Milano. Certificato TFA (Università Cattolica 2021), Counsellor Avanzato in Gestalt Esperienziale, Analista Transazionale, Psicologo Cognitivo Comportamentale, Facilitatore in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari, Architetto. Insieme alla moglie Giada Mereu, musicista e insegnante di scuola primaria, ha fondato Libri Silenziosi Milano, un ‘non luogo’ per la conoscenza e la divulgazione di silent book e albi illustrati attraverso incontri, ricerche, convegni, laboratori con professionisti, educatori, genitori.

Libri silenziosi è su Facebook e su Instagram.